calcio inglese
Donnarumma, la papera nella partita decisiva per la Premier tra City e Arsenal
La partita di vertice sembrava essersi messa sui binari ideali per il Manchester City. Poi, nel cuore del primo tempo, un’esitazione del portiere italiano ha ribaltato il racconto
C’è un dettaglio, nel calcio di altissimo livello, che spesso vale quanto una parata impossibile o un gol da copertina: il tempo. Un secondo in più per controllare il pallone, una frazione di esitazione nel leggere la pressione, un gesto fatto con mezzo pensiero di ritardo. È lì che si è spezzato il pomeriggio di Gianluigi Donnarumma contro l’Arsenal, in una sfida che all’Etihad Stadium, aveva il peso specifico di una finale senza coppa. Il Manchester City era appena passato avanti con Rayan Cherki, aveva preso in mano il ritmo della gara e sembrava avere trovato il modo di aggredire la partita. Poi, due minuti dopo il vantaggio, l’episodio che cambia l’inerzia: rinvio ritardato, pressione di Kai Havertz, pallone carambolato in rete. Un errore grave, tanto semplice nella dinamica quanto devastante nelle conseguenze emotive.
Manchester City-Arsenal non era una partita come le altre: a inizio giornata i londinesi guidavano la classifica con 70 punti in 32 partite, mentre la squadra di Pep Guardiola inseguiva a 64, ma con una gara in meno. Tradotto: il City aveva davanti una delle poche occasioni concrete per riaprire davvero la corsa al titolo, mentre l’Arsenal sapeva di poter assorbire la pressione e uscire dall’Etihad con un risultato pesantissimo anche solo sul piano psicologico.
HAVERTZ EMPATA O JOGO NA SEQUÊNCIA!
— Curiosidades PL (@CuriosidadesPRL) April 19, 2026
QUE FALHA DO DONNARUMMA!
Manchester City 1-1 Arsenal. pic.twitter.com/GU2iY4BhET
Il lampo di Cherki che aveva cambiato il clima
Fino al minuto 16, il match aveva raccontato equilibrio, tensione e qualche duello sporco più che fluidità. L’Arsenal aveva cominciato con aggressività, guadagnando corner e cercando la profondità soprattutto con Kai Havertz e gli inserimenti da dietro. Il City, però, aveva progressivamente alzato la qualità delle ricezioni tra le linee, e proprio da lì è nato il gol che aveva acceso l’Etihad: Rayan Cherki ha trovato il varco giusto e ha battuto David Raya con un destro dal centro dell’area, su assist di Matheus Nunes. Era l’1-0 che Guardiola cercava: vantaggio, entusiasmo, partita teoricamente nelle mani dei suoi uomini migliori.
Cherki nelle ultime settimane era stato indicato da più osservatori come uno degli uomini in crescita nel finale di stagione del City, capace di alzare il tasso tecnico negli ultimi metri e di dare imprevedibilità a una squadra che, in alcuni passaggi dell’annata, era sembrata più controllata che brillante. La Premier League stessa, dopo il successo sul campo del Chelsea del 12 aprile, aveva sottolineato come il suo talento stesse diventando un possibile fattore nella rincorsa all’Arsenal. All’Etihad, per almeno due minuti, la sensazione è stata proprio quella: il City aveva trovato il suo guastatore.
L’errore di Donnarumma
Poi arriva il fotogramma che resta. Dopo un fallo laterale e una gestione apparentemente ordinaria del possesso, Donnarumma riceve e temporeggia troppo. L’idea, verosimilmente, è attirare pressione e poi scaricare sul lato sinistro per aprire il campo. Ma il portiere italiano non esegue con i tempi richiesti dalla situazione: Havertz gli mangia spazio, va in pressione sul tentativo di rinvio e il pallone, toccato in modo imperfetto, finisce per favorire l’attaccante dell’Arsenal, che da pochi passi porta il risultato sull’1-1 al 18’. La cronaca ufficiale di ESPN registra il gol del tedesco al 18’; le ricostruzioni di Goal, Football Italia e della stampa internazionale concordano sul fatto che l’episodio nasca da un rinvio ritardato del portiere italiano sotto pressione immediata.
Nella nuda sequenza dell’azione c’è già tutto: il rischio del palleggio basso, la ferocia della pressione moderna, la crudeltà con cui una partita di vertice trasforma un gesto tecnico normale in un verdetto. Il problema non è solo la scelta di giocare palla: il problema è quando farlo. Un portiere che partecipa alla costruzione deve decidere quasi prima di ricevere. Se controlla, guarda, aspetta e pensa una volta di troppo, la pressione avversaria diventa già vantaggio dell’avversario. Contro squadre come l’Arsenal, che sanno attaccare il primo passaggio e riconoscere il minimo segnale di incertezza, quel margine non esiste.
L’altra faccia della partita: la lucidità opportunista di Havertz
Se da una parte c’è l’errore di Donnarumma, dall’altra c’è la prontezza di Kai Havertz, che legge l’attimo, aggredisce lo spazio e crede nell’errore prima che l’errore diventi reale. È una qualità meno spettacolare del tiro al volo o del dribbling, ma decisiva nelle gare di vertice: intuire quando una situazione apparentemente neutra può trasformarsi in un’occasione. Havertz non aspetta l’errore, lo provoca con la corsa e con la presenza. Ed è probabilmente questo l’aspetto che più piacerà a Mikel Arteta: l’idea di una squadra sempre dentro la partita, pronta a capitalizzare la minima esitazione.