IL COMMENTO
Chivu ha scollinato, Conte ha staccato la spina: una giornata di campionato che ridisegna la Serie A
In zona Champions convincente la Juve che si sbarazza del Bologna e bene il Milan che batte il Verona ma non ruba l'occhio
L’Inter si prepara a una festa annunciata: 12 punti di vantaggio su Milan e Napoli sono 4 partite e ne mancano 5, dettagli. Lo Scudetto è dietro l’angolo, il vantaggio sul Napoli praticamente incolmabile. Sulla parola “annunciata” dobbiamo comunque dare a Chivu i meriti che gli spettano, non fosse altro perché la scorsa estate aveva rilevato da Simone Inzaghi una situazione complicatissima per la batosta nella finale di Champions.
Chivu ha visto una salita bella ripida, si è messo a pedalare, ha scollinato in Italia pagando dazio nell’Europa che conta e adesso si prepara a stappare. Solo per questo motivo meriterebbe un applauso lungo almeno 90 secondi, il rinnovo (già impostato) rappresenterebbe un giusto premio in nome della continuità.
Senza dimenticare due passaggi essenziali, il primo rappresentato dall’attualità perché martedì l’Inter può centrare la finale di Coppa Italia (il Como è in calo) e sognare il Double. L’altro passaggio coinvolge il mercato, visto che Marotta e Ausilio daranno a Chivu le cartucce giuste per non sparare a salve. Muharemovic è da settimane obiettivo concreto per la difesa, a maggior ragione - com’è possibile - se Bastoni dovesse salutare destinazione Barcellona. Mi ci saranno altre mosse per un’Inter sempre più a immagine e somiglianza di Chivu.
In zona Champions si stanno tirando quasi tutti fuori. Il Milan ne approfitta, capitalizza Rabiot a Verona, non ruba l’occhio come spesso è accaduto in questa stagione. Il passaggio fondamentale non sarà ripartire da Allegri, le parole contano fino a un certo punto, ma condividere un programma che spesso ha creato incomprensione. Convincente la Juve che si sbarazza del Bologna sull’asse David-Thuram, esprimendo calcio vero nel rispetto delle idee firmate Spalletti: il “più 5” è una bel margine. La frenata è delle inseguitrici che, quando devono mettere la quarta e la quinta marcia tornano in seconda e peggiorano la situazione.
Il Como è tornato sulla terra e non può essere una sorpresa perché ci sta una flessione all’interno di una stagione comunque positiva. La Roma ha cercato di restare attaccata al carro, ma contro l’Atalanta ha pagato enormemente la carenza di qualità negli ultimi trenta metri tra infortuni e mercato incompleto anche nella sessione di gennaio. Gasperini avrebbe avuto bisogno di maggiore assistenza, Malen è stato un eccellente colpo ma con i giovani di talento che costano 25 milioni (Robinio Vaz) si rischia un apprendistato lungo. Un allenatore così esigente deve restare aggrappato alle disgrazie degli altri, avrebbe meritato migliore supporto.
Il Napoli non rischia il posto, ma la prestazione contro la Lazio è stata probabilmente la peggiore dell’era Conte alla corte di De Laurentiis. Non si può staccare la spina così, il gioco è sempre stato un problema ma la tenacia e il furore agonistico avevano consentito di raccogliere risultati. Nessuno potrà togliere all’esigentissimo Antonio lo Scudetto al primo anno di Napoli, ma le richieste di mercato sono eccessive in rapporto ai risultati ottenuti. Morale: il confronto con la proprietà dovrà essere chiaro, andare avanti solo per la presenza di un contratto non avrebbe senso.