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21 aprile 2026 - Aggiornato alle 12:53
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Serie D

La corsa salvezza del Messina, Matese: «Servono fame e cattiveria»

Il centrocampista carica l’ambiente alla vigilia delle ultime due partite che possono decidere il destino dei giallorossi: «Adesso ogni pallone può essere decisivo»

21 Aprile 2026, 12:31

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La corsa salvezza del Messina, Matese: «Servono fame e cattiveria»

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Giocarsi tutto in 180’. Il Messina è abituato ormai a viaggiare sul filo di lana e il finale di questo campionato non è diverso da come, ad inizio stagione, si poteva preventivare. Con quattordici punti di penalizzazione già essere in vita e giocarsi una chance di mantenere la categoria è stata tanta roba, anche se ad un certo punto del campionato c’era più di una speranza fondata di poter uscire anche dalla zona play out.

Il Messina ha tutto nelle sue mani, dopo il pareggio di Lamezia che ha lasciato - nel bene e nel male - le cose inalterate. Anche al D’Ippolito si è vista una squadra che è partita con l’approccio giusto, che ha creato occasioni da gol - come le due traverse colpite in due minuti da Tourè e Tedesco - che poi non si è scomposta dopo il vantaggio del Lamezia ma ha continuato a mantenere i nervi saldi in un clima non certo amichevole.

Non ce n’era bisogno, ma anche la partita di domenica scorsa ha testimoniato come la capacità offensiva del Messina dipenda in particolare dalla “vena” di Tourè. Quando il francese è in palla non ce n’è per nessuno. Nei primi minuti ha seminato il panico, così come nel finale quando si è reso protagonista di un’azione che se avesse concluso in rete avrebbe messo i giallorossi in una condizione di classifica migliore.

«Il pareggio ci lascia l’amaro in bocca perché abbiamo creato tanto ed era una partita che si poteva vincere» - dice Mattia Matese -. Il momento conferma che siamo vivi, lo abbiamo dimostrato. Sappiamo che tutte le partite hanno un peso specifico importante, le prossime lo saranno di più. Affronteremo partite da dentro o fuori che non possiamo permetterci di sbagliare.»

Servirà quindi lo stesso atteggiamento delle ultime gare. «Un atteggiamento determinato - spiega Matese - da squadra che si deve salvare. Perché dopo gennaio forse ci siamo adagiati, come se fosse scontato. Dobbiamo metterci dentro cattiveria, fame e dare tutto. Non c’è da pensare, perché ogni pallone può essere decisivo».