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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:54
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L'Inter torna pazza: rimontato (di nuovo) il Como e ora è caccia al "doblete"

Sotto di due reti dopo l'uno-due di Baturina e Da Cunha, Calhanoglu e Sucic ne segnano tre in 25 minuti. San Siro impazzisce

21 Aprile 2026, 23:34

23:40

L'Inter torna pazza: rimontato (di nuovo) il Como e ora è caccia al "doblete"

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Altro giro, altra clamorosa rimonta: il sogno di “doppietta” dell’Inter è più vivo che mai. In un San Siro gremito e incandescente, la formazione di Cristian Chivu conquista il pass per la quindicesima finale di Coppa Italia della propria storia, piegando un Como coraggioso, cui sfuma sul più bello il biglietto per Roma dopo un’ora di calcio di altissima qualità.

L’avvio è un autentico incubo per i padroni di casa. La squadra di Cesc Fabregas si presenta alla Scala del Calcio senza alcun timore reverenziale: personalità, pressing soffocante e baricentro alto. Il meritato vantaggio ospite arriva con Baturina, bravo a liberarsi dalla marcatura e a trafiggere Martinez di destro, capitalizzando una splendida iniziativa di Van der Brempt. L’Inter appare in balia dell’avversario, fatica a costruire trame pulite e si rende pericolosa soltanto sui calci piazzati.

La ripresa si apre addirittura in modo più amaro per i colori nerazzurri: un grave errore in uscita di Zielinski diventa l’assist per Nico Paz, che lancia Da Cunha in campo aperto per il clamoroso raddoppio dei lariani. Sembra il capolinea per le speranze interiste.

Nel momento di massima difficoltà, Chivu pesca la mossa che cambia l’inerzia della semifinale: fuori due titolarissimi come Dimarco e Zielinski, dentro a sorpresa Diouf e Sucic. È la scintilla che innesca l’incendio nerazzurro.

Sucic entra e diventa l’uomo del destino. Prima offre a Calhanoglu l’assist per accorciare le distanze (2-1) con un pregevole tocco di sponda; poi, dopo un intervento provvidenziale di Martinez su Diao, pennella il cross che consente al centrocampista turco di firmare l’incredibile 2-2. Un pareggio favorito da una grave disattenzione della retroguardia comasca, che lascia il leader nerazzurro libero di colpire di testa.

I tempi supplementari sembrano l’epilogo naturale di una sfida infinita, ma la “pazza Inter” non si accontenta. A ridosso del 90’, è ancora Sucic a prendersi la copertina: il croato scambia nello stretto con Calhanoglu e, con una decisiva “zampata” di punta, completa la rimonta, siglando il 3-2 che fa letteralmente esplodere San Siro.

Nel convulso assalto finale del Como c’è spazio per l’ultimo brivido, ma Martinez blinda la qualificazione immolandosi su Caqueret. Per Cesc Fabregas si conferma la “maledizione nerazzurra”: sfuma l’impresa di regalare al Como la prima, storica finale proprio quando il traguardo sembrava a un passo. L’Inter, sospinta dal cuore e dai guizzi della sua panchina, vola a Roma: appuntamento al 13 maggio per provare ad alzare il trofeo.