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23 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:15
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Calcio

Illusione Mondiale: l'Italia rifiuta l'ipotesi del ripescaggio al posto dell'Iran

Una vicenda sportiva diventata geopolitica: anche la Fifa e Teheran bocciano lo scenario avanzato da Zampolli, inviato del presidente Usa Trump

23 Aprile 2026, 17:00

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Illusione Mondiale: l'Italia rifiuta l'ipotesi  del ripescaggio al posto dell'Iran

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La proposta di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, di escludere l'Iran dai Mondiali del 2026, che si terranno tra Usa, Canada e Messico, per fare spazio all'Italia ha sollevato un polverone, riportando al centro dell'attenzione una questione che mescola sport e geopolitica. Questa iniziativa, che l'ideatore stesso definisce «un sogno», ha però generato reazioni di netto rifiuto da parte del panorama istituzionale italiano, spegnendo anche le suggestioni del Financial Times che legavano la mossa a un possibile tentativo di avvicinamento diplomatico tra Trump e Giorgia Meloni.

Da parte sua, la Fifa non ha ritenuto necessario diramare comunicati ufficiali, ma ha fatto filtrare la totale infondatezza della richiesta. Il presidente Gianni Infantino è deciso a confermare la presenza di Teheran tra le quarantotto squadre del torneo estivo. D'altronde, dagli ambienti di Zurigo si fa notare come un tentativo identico fosse già stato avanzato da Zampolli in occasione dei Mondiali in Qatar del 2022, risolvendosi in un nulla di fatto.

La replica del Paese asiatico non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente tramite l'account X della sua ambasciata a Roma: «Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. L'Italia ha conquistato la grandezza sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco».

In Italia, il fronte del "no" è apparso fin da subito compatto e trasversale. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha espresso una posizione inequivocabile affermando: «Un ripescaggio dell’Italia al Mondiale? Non è opportuno, ci si qualifica sul campo», ribadendo inoltre la sua convinzione che un intervento simile da parte della Fifa «non è possibile» oltre che inopportuno. Sulla stessa lunghezza d'onda si sono sintonizzati gli altri vertici istituzionali e sportivi: il dirigente del Coni Luciano Buonfiglio ha commentato duramente: «Mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai mondiali», mentre il ministro dell'Economia Giorgetti ha ammesso: «Mi vergognerei». L'unica voce parzialmente fuori dal coro è stata quella di Dino Zoff, che ha lasciato uno spiraglio al fantasioso scenario: «Non sarebbe molto sportivo, ma l'utile è utile...».

Nonostante l'immediata archiviazione del capitolo azzurro, la questione logistica della nazionale iraniana rimane aperta e complessa in vista del viaggio verso gli Stati Uniti. Teheran è ancora in attesa di capire se le proprie richieste di trasferire le sfide del Gruppo G, che la vedranno opposta a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, dagli Usa al Canada verranno finalmente accolte. La situazione verrà valutata con attenzione nelle prossime settimane e sarà certamente uno dei temi più discussi nei corridoi del congresso Fifa in programma tra sette giorni a Vancouver.