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il caso

Rocchi indagato, tra le accuse anche "aver scelto arbitri graditi all'Inter"

Dal confinamento di Doveri in Coppa Italia per non incrociare i nerazzurri, fino alle clamorose pressioni in Udinese-Parma per far assegnare un rigore

25 Aprile 2026, 16:27

Rocchi indagato, tra le accuse anche "aver scelto arbitri graditi all'Inter"

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Il calcio italiano è scosso da gravissime contestazioni che gettano un'ombra sulla regolarità del campionato.

Gianluca Rocchi, nell'inchiesta della Procura di Milano, è indagato per concorso in frode sportiva con l'accusa di aver selezionato direttori di gara graditi all'Inter in più incontri. L'avviso di garanzia, visionato dall'AGI, articola tre distinti capi d'imputazione.

Il primo riguarda la volata scudetto. I pubblici ministeri ipotizzano che Rocchi, quale designatore dell'AIA, agendo in concorso con altri presso lo stadio di San Siro durante una partita di Coppa Italia, abbia "combinato" la scelta del fischietto per Bologna-Inter del 20 aprile 2025 (poi vinta dai felsinei per 1 - 0 con un gol di Orsolini in pieno recupero). La designazione sarebbe ricaduta su Andrea Colombo, indicato negli atti come arbitro "gradito alla squadra ospite", l'Inter, allora in piena corsa per il titolo: una scelta ritenuta funzionale a favorire una contendente in una fase cruciale del torneo.

Il secondo capo d'accusa delinea una presunta strategia volta a isolare direttori considerati sgraditi. Rocchi è accusato di aver "combinato o schermato", in occasione di una gara di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025, la designazione di Daniele Doveri. Lo avrebbe poi collocato alla direzione di una semifinale del 23 aprile 2025 con un obiettivo preciso: garantire all'Inter conduzioni di gara diverse da quelle del "poco gradito" Doveri, così da tutelare i nerazzurri sia in vista di una possibile finale di Coppa Italia, sia per le restanti e decisive partite di Serie A ritenute di maggiore interesse per la formazione milanese.

Il terzo filone investe l'utilizzo della tecnologia VAR. Al centro, l'incontro Udinese-Parma dell'1 marzo 2025. In questa circostanza, Rocchi è accusato di aver agito da supervisore VAR e di aver condizionato, in concorso con altri, l'operatore in sala video Daniele Paterna. Secondo l'accusa, il supervisore avrebbe indotto Paterna a richiamare il direttore di gara Fabio Maresca all'On Field Review per assegnare un calcio di rigore all'Udinese, sebbene lo stesso Paterna fosse di diverso avviso. Una forzatura che, sempre secondo gli inquirenti, metterebbe in discussione le garanzie di autonomia della sala operativa.