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IL COMMENTO

Milan-Juve da tachicardia al contrario: il calcio italiano vi farà venire voglia di dormire

L'Inter si fa rimontare, Conte litiga ancora con Lukaku, la Roma scopre Malen. Benvenuti nell'ultima volata di un campionato già scritto

26 Aprile 2026, 23:00

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Milan-Juve da tachicardia al contrario: il calcio italiano vi farà venire voglia di dormire

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Se vi piace il calcio e vivete di emozioni forti, non possiamo consigliarvi partite a velocità di crociera come Milan-Juve. Primo tempo in seconda marcia, più Spalletti di Allegri, poco Leao e mai un’iniziativa vera, eppure dovrebbe essere una delle tre partite-guida di tutto il campionato. Un gol giustamente annullato a Thuram, una traversa di Saelemaekers, il bel primo tempo di Conceicao. Ma siccome con il pareggio si sentono vicinissimi all’obiettivo, meglio non esagerare e portare a casa il minimo sindacale.

Ormai giochiamo solo per la volata Champions e per la salvezza, speriamo di avere prima o poi una lotta scudetto viva almeno fino alla penultima giornata. L’Inter ritarda l’Evento di una settimana, si fa rimontare due gol dal Torino senza alcun tipo di rimpianto. È normale e anche triste che la vicenda arbitri abbia preso qualsiasi tipo di copertina. Il Napoli si accontenta delle briciole, si sbarazza della Cremonese dimenticando lo sgorbio di pochi giorni prima contro la Lazio, il primo gol su azione di De Bruyne imporrà delle riflessioni. Conte si occupa ancora della vicenda Lukaku, ha tempo da perdere. Invece dovrebbe memorizzare una sola cosa: Lukaku era stato una sua richiesta e basta dell’agosto 2024, nella sua storia De Laurentiis mai o quasi mai aveva preso un ultratrentenne per 30 milioni più una percentuale da futura vendita. Il presidente è per gli investimenti dedicati ai giovani di prospettiva, evidentemente non a quelle cifre e con la possibilità di realizzare ricche plusvalenze. Ora se Lukaku non ha salutato Antonio nel suo blitz a Napoli dopo averlo tradito restando in Belgio per curarsi, sinceramente è una storia davvero superflua. Esattamente come quella relativa agli infortuni, eventi verificatisi per esclusiva colpa dello staff dell’allenatore e per la testardaggine di Conte che ha chiesto nuovi acquisti (Lucca e Noa Lang Sinisa due esempi) utilizzandoli poco e poi chiedendo la cessione in prestito a gennaio. La sostanza è un’altra, la continua collezione di alibi per giustificare una stagione deludente.

Le vicende extracampo prevalgono sul pallone che rotola. Si è parlato parecchio dell’addio dei Friedkin a Claudio Ranieri, bisognerebbe soffermarsi sul licenziamento in tronco. La proprietà ha deciso di schierarsi con Gasperini per una decisione che ha una logica perché non si può cambiare guida tecnica ogni sei mesi pensando di poter collezionare risultati. La Roma ha disposto del Bologna senza alcun tipo di problema, ribadendo come Malen sia stato un superbo acquisto. Adesso si cercherà di restare aggrappati al treno Champions (in compagnia del Como puntuale in casa Genoa) fino all’ultimissimo giro di carte, ma dipenderà dal rendimento della concorrenza. Sarebbe più opportuno pensare al futuro comunque vadano le ultime quattro giornate, con un piano di lavoro che faccia brillare la filosofia di Gasp, serve gente di spessore e non riempitivi. Al futuro non possono pensare Lecce e Cremonese impegnate a centrare un’altra stagione in Serie A equivalente a una coppa di prestigio da alzare in cielo e mettere in bacheca. Di Francesco ha un punto di vantaggio su Giampaolo, ma a Verona si è accontentato di un tramezzino piuttosto che di un pasto completo.