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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:47
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Tra Milan e Juve vince la noia, ma è un pari che avvicina la Champions

Rossoneri e bianconeri non si fanno male, poche occasioni (una traversa milanista). Allegri è quasi qualificato, per Spalletti c'è da ancora da soffrire

26 Aprile 2026, 23:14

23:21

Tra Milan e Juve vince la noia, ma è un pari che avvicina la Champions

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Finisce come all’andata. Milan e Juve non si fanno male, si fermano sullo 0-0 di fatto rendendo ancora più incerta la lotta per un posto in Champions League. Un punto che va bene ma ringraziano Como e Roma entrambe vincenti e a -3 dai bianconeri. Il Napoli, secondo in classifica, è a +2 dai rossoneri. Cinque squadre in otto punti e ancora tutto da decidere.

Milan-Juve che doveva essere la partita decisiva gli equilibri europei, tanto da richiamare sia Cardinale che Elkann a San Siro, scivola via nell’anonimato. Poche emozioni, poca qualità, poche occasioni da gol ma è da segnalare una traversa colpita da Saelemaekers. Alla Juve è mancato Yldiz, rimasto in panchina fino al 35' della ripresa perché non al meglio della condizione. Con il Milan spesso chiuso in difesa dietro la linea della palla, serviva un giocatore propenso al dribbling. Il Milan, invece, fa ancora i conti con un attacco sterile. Pulisic si è visto solo a sprazi nel primo tempo. Leao ci prova ma non incide e San Siro lo fischia ancora, perché pretende molto di più dal suo numero 10.

Il primo tempo non regala grandissime emozioni nonostante le aspettative. Ci si gioca la Champions ma per vedere la prima conclusione bisogna aspettare il 23' e non è neppure nello specchio della porta: il tentativo di Fofana. Le due squadre si studiano, a centrocampo non sono esclusi i colpi anche forti. Locatelli e Rabiot hanno da ridire, McKennie viene duramente colpito tra volto e collo da Tomori, esce dolorante ma poi rientra. La prima vera occasione per sbloccare la partita è il bolide di Rabiot al 35' ma è troppo centrale e Di Gregorio respinge, poi sugli sviluppi raccoglie Leao ma il tiro a giro è fuori misura. La reazione della Juventus è immediata, Conceicao dribbla Bartesaghi che crossa al centro, Thuram appoggia in porta ma da posizione di fuorigioco segnalata dal Var e il gol viene annullato. Sulla fascia destra Bartesaghi - che era in dubbio perché non al meglio della condizione - fatica a contenere Conceicao che allunga e poi cerca la conclusione respinta di spalla da Maignan. È lo spagnolo il più vivace tra i bianconeri ma manca la cattiveria e il guizzo che una sfida per il quarto posto dovrebbe valere.

Ad inizio ripresa Allegri richiama saggiamente Bartesaghi e inserisce Estupinan. Al 50' l’azione più bella del Milan: Leao serve Saelemaekers che tira di collo pieno ma colpisce la traversa. Quando la Juve si affaccia nella metà campo del Milan, fatica ad avvicinarsi a Maignan, cerca la conclusione dalla distanza sia con Conceicao che con Bremer ma sono tiri che non possono impensierire un portiere come Maignan. La partita resta ancorata sullo 0-0, Allegri prova a smuovere gli equilibri e sostituisce Pulisic - che continua il suo digiuno dal gol dal 28 dicembre 2025 - con Füllkrug. Al 26' anche Spalletti prova a cambiare le carte e richiama Thuram (che nella ripresa si è spento) per Koopmeiners, oltre a Cambiaso per Holm. Ma i ritmi della partita restano blandi, sembra che le due squadre si preoccupino di non prendere gol piuttosto che farli. Al 30' brutto scontro tra Modric e Locatelli che si scontrano testa a testa guardando entrambi il pallone. Ad avere la peggio è Modric che esce dal campo sulle sue gambe ma visibilmente dolorante, raccogliendo l’applauso di San Siro. Al suo posto entra Jashari e nello stesso momento finisce anche la partita di Leao che viene ancora fischiato da San Siro. Una partita tra luci e ombre per il portoghese che deve fare di più per riconquistare il pubblico rossonero. C'è spazio anche per Vlahovic sul finale ma la sua conclusione in porta è vanificata dal fuorigioco. Il prossimo turno con Como-Napoli, chiama sia la Juve (contro l'Hellas) che il Milan (a Reggio Emilia) a fare molto di più.