LO SCANDALO
Bufera sugli arbitri: sono 5 gli indagati noti, ma gli iscritti nel registro sarebbero molti di più
Alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con «più persone»
E’ destinato ad allargarsi il quadro dell’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale, che ha scatenato l’ennesima bufera sul calcio. Sono cinque, al momento, gli indagati noti dell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ossia quelli di cui si conoscono i nomi, ma da quanto si è saputo le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con «più persone».
In Procura si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio. Nessuna comunicazione formale è stata rilasciata a riguardo. In realtà, dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c'è stata alcuna nota ufficiale.
Con un esposto e una testimonianza lo scorso luglio, l’ex guardalinee di serie A Domenico Rocca, che ha fatto venire a galla tutti i veleni nel mondo dei fischietti, ha descritto un meccanismo che «altera i regolamenti» per «ottenere i propri obiettivi», con tanto di favoritismi alle squadre, e "preservare» i propri «uomini». E ha messo in fila una serie di partite in cui sarebbero stati violati i «principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni».
Così mentre ieri mattina sono arrivati due inviti a comparire per gli interrogatori del 30 aprile al designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi ora autosospesi e accusati dal pm Maurizio Ascione di concorso in frode sportiva, il focus si concentra pure su quelle «altre persone» non esplicitate nelle imputazioni e da cui si presume un ampio numero di indagati e un’attenzione sui club, oltre anche a Daniele Paterna, addetto alla Var, convocato come teste e poi iscritto per falsa testimonianza.
Rocca, però, nella missiva e nell’audizione a Milano avrebbe fatto riferimento a più episodi. Alcuni sono citati nella lettera, come quell'Inter-Roma del 27 aprile 2025 con trattenuta su Bisseck in area, ma rigore non dato ai nerazzurri. «Errore grave - scriveva nel maggio 2025 - che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli». Intanto, date le convocazioni «al buio», senza altri atti utili, le difese di Rocchi e Gervasoni potrebbero anche optare per la linea del silenzio in Procura. «A lui si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B (Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025) quando era supervisore per la serie A», ha fatto presente l’avvocato Michele Ducci, che assiste Gervasoni.
Infine, sul caso Inter-Verona del gennaio 2024, quello dell’ormai nota gomitata di Bastoni, l’avvocato Simone Ciro Giordano, legale dell’assistente Var Rodolfo Di Vuolo, spiega che un fascicolo fu aperto a Milano «due anni fa» su denuncia di un tifoso del Verona e Di Vuolo venne sentito, ma «poi non abbiamo saputo più nulla e credo vada verso l’archiviazione, perché non c'è nulla di fondato»