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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:57
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il caso

Maurizio Ascione, il pm dell'inchiesta sugli arbitri, già destinato ad un altro incarico: andrà alla Procura Europea

La decisione del Csm nelle scorse settimane (su sua richiesta): è risultato il primo in graduatoria

27 Aprile 2026, 16:01

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Maurizio Ascione, il pm dell'inchiesta sugli arbitri, già destinato ad un altro incarico:  andrà alla Procura Europea

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Il dottor Maurizio Ascione, sostituto procuratore della Repubblica a Milano e balzato alle cronache nelle ultime ore come titolare dell’inchiesta sugli arbitri che ha coinvolto il designatore Gianluca Rocchi, è destinato a lasciare l’attuale incarico per assumerne uno nuovo.

Nelle scorse settimane, il Consiglio Superiore della Magistratura lo ha infatti designato all’unanimità quale nuovo Procuratore europeo delegato (PED) per la sede di Roma. Al termine della procedura selettiva, Ascione si è classificato al primo posto in graduatoria.

L’approdo nella Capitale segna un cambio di prospettiva rispetto all’attività svolta a Milano, dove è assegnato al Primo Dipartimento dal marzo 2012.

Nel capoluogo lombardo, oltre a occuparsi di fascicoli di rilievo come l’indagine sulla classe arbitrale, ha maturato una solida esperienza nel contrasto alla criminalità economica, indagando su reati societari, bancarotte fraudolente, riciclaggio, frodi fiscali ed elusione internazionale tramite “stabili organizzazioni” e “transfer pricing”.

In più occasioni ha operato anche in applicazione presso la Direzione distrettuale antimafia, con l’obiettivo di colpire gli interessi finanziari della criminalità organizzata.

Il trasferimento all’Ufficio della Procura europea (EPPO) si colloca in continuità con questo percorso, poiché numerose sue inchieste hanno riguardato materie di rilevanza unionale.

Ascione ha infatti guidato procedimenti significativi su irregolarità nella gestione di fondi comunitari e statali, concentrandosi sulle frodi nel settore delle quote latte, sugli incentivi all’energia fotovoltaica e sulle anomalie legate ai fondi di sostegno erogati durante l’emergenza economica da COVID-19.