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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:15
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calcio

Riforma Serie B: stop ai ripescaggi delle retrocesse, spazio alla Serie C

Il Consiglio Federale cambia le regole: se una neopromossa non si iscrive in B, il posto non andrà più a chi è retrocesso ma a un club di Lega Pro. Ecco cosa cambia

27 Aprile 2026, 20:15

Riforma Serie B: stop ai ripescaggi delle retrocesse, spazio alla Serie C

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Il Consiglio Federale ha varato una riforma significativa delle norme che regolano le iscrizioni e i ripescaggi nei campionati professionistici, intervenendo in maniera decisa sull’articolo 49 delle Noif. La modifica più impattante riguarda la Serie B: d’ora in avanti, nel caso in cui una squadra neopromossa dalla Serie C non dovesse soddisfare i requisiti necessari per l’iscrizione al campionato cadetto, a essere ripescata non sarà più la compagine retrocessa dalla B, ma la seconda avente diritto della Serie C. Questo ribaltamento dei criteri di priorità segna una svolta netta nel sistema delle sostituzioni, privilegiando il merito sportivo della categoria inferiore rispetto alla tutela delle società appena retrocesse.

Parallelamente, il Consiglio ha ridefinito le procedure per la Serie C stabilendo che, qualora una società avente diritto non presenti la domanda di iscrizione o manchi di rispettare i requisiti minimi, come il pagamento delle quote o la presentazione delle garanzie richieste, le squadre retrocesse in Serie D potranno avanzare un’immediata richiesta di riammissione. Tale meccanismo punta a snellire i tempi burocratici, riducendo drasticamente quegli spazi di flessibilità che in passato avevano alimentato incertezze e contenziosi legali tra i club.

Per quanto concerne la stagione 2026-2027, è stato inoltre cristallizzato il sistema dei ripescaggi secondo un principio di alternanza prestabilito. La priorità assoluta verrà concessa a una eventuale seconda squadra di Serie A, seguita in ordine da un club di Lega Pro e da una società di Serie D, con un’ulteriore finestra finale per una eventuale ulteriore seconda squadra di Serie A iscritta in Serie D. Secondo la Federazione, l’intero impianto normativo è stato ridisegnato per garantire una composizione dei campionati più «stabile e ordinata», cercando di prevenire le turbolenze legate alle mancate iscrizioni e assicurando il rispetto rigoroso dei requisiti economici e organizzativi richiesti per la partecipazione al calcio professionistico.