Serie D
Il Messina a caccia della salvezza, Feola: «È una squadra viva»
Il tecnico carica il gruppo in vista della gara contro il Milazzo i giallorossi devono vincere per evitare la retrocessione diretta e giocarsi il play out salvezza
Da oggi la testa è solo al Milazzo. Nessuno sguardo più avanti, nessun pensiero alle altre partite. Gli ultimi 90 minuti del campionato, il Messina deve essere concentrato solo su sé stesso, poi al triplice fischio si tirerà una linea e si capirà (e conoscerà) quale sarà il destino della squadra di Vincenzo Feola.
L’allenatore, al termine della partita contro l’Igea, ha cercato di tranquillizzare l’ambiente senza nascondere che le insidie sono dietro l’angolo. Il Messina, se dovesse evitare la retrocessione diretta, quasi sicuramente, disputerà il play out fuori casa, con un solo risultato a disposizione. Un vantaggio? Sicuramente no, anche se l’allenatore non la pensa allo stesso modo e lo ha detto chiaramente. «Oggi non ho paura di giocarci i play out con un solo risultato a disposizione. A volte avere due risultati può condizionare anche la squadra nel suo atteggiamento, averne uno solo invece può darti la carica e la forza di andare a prenderti la vittoria. Sono convinto – ha aggiunto -che ovunque andremo potremo giocarci le nostre carte».
Conterà anche l’aspetto mentale, sia domenica contro il Milazzo che poi nell’eventuale play out. «Anche contro l’Igea, mentalmente, avevamo addosso un macigno che poteva ammazzare chiunque. Succede quando sei condannato a vincere perché rincorri sempre la palla con un dispendio fisico e mentale incredibile. Ma la partita contro l’Igea mi ha dato una certezza: la squadra è viva. Dobbiamo, adesso, recuperare le energie perché saranno fondamentali ma non posso rimproverare nulla ai ragazzi».
Anzi, forse qualcosa sì. È accaduto a Barcellona ma anche in altre partite (vedi Gelbison o Ragusa) che il Messina non sia riuscito a chiudere la partita una volta in vantaggio.
«È un copione che si ripete. Creiamo tantissimo, quattro o cinque palle gol a partita ma non siamo cinici. La nostra difficoltà è proprio quella e anche nelle palle inattive non riusciamo ad essere pericolosi pur avendo giocatori strutturati. Speriamo anche in un po’ più di fortuna».