lo scandalo
"Voleva parlare, ma gli ho detto no": perché Rocchi non si presenterà dai pm all'interrogatorio (ma Gervasoni sì)
L'inchiesta di Milano prosegue. Open Var andrà in onda, mentre il ministro Abodi oggi dribbla le domande sul calcio
Gianluca Rocchi, l'ormai ex designatore degli arbitri, che si è autosospeso dall’incarico a seguito dell’ipotesi di frode sportiva ipotizzata dalla Procura di Milano, ha fatto sapere tramite il suo legale, l'avvocato Antonio D'Avirro, che non si presenterà all'interrogatorio fissato per il prossimo 30 aprile. Una scelta motivata in termini procedurali dal difensore: "Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo".
Gli interrogatori di Rocchi e dell’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni restano programmati per il 30 aprile presso una caserma della Guardia di Finanza a Milano. Ma se Rocchi dunque sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere, Gervasoni pare invece intenzionato a rendere dichiarazioni a verbale e a respingere le contestazioni. Anche perché a Gervasoni i pm contestano la gestione della sala VAR di Salernitana Modena. Da chiarire se invece gli sarà chiesto anche del contestato (mancato) intervento del VAR in Inter Roma (0-1) col rigore di Ndicka su Bisseck non fischiato e delle indiscrezioni secondo cui alla richiesta di richiamare l'arbitro per rivedere l'azione qualcuno avrebbe risposto "Fatti i fatti tuoi".
E' comunque Rocchi quello a cui è contestata l’accusa più grave: un presunto accordo, che sarebbe maturato il 2 aprile a San Siro con "più persone", finalizzato a garantire all’Inter designazioni arbitrali "gradite". La Procura di Milano ha già fatto filtrare la circostanza secondo cui non ci sono dirigenti di nessun club calcistico indagati e quindi, ovviamente, nemmeno dell'Inter.
L’impianto accusatorio della Procura meneghina e della Gdf poggia su un ampio corredo investigativo, ma le incrinature del “sistema” erano emerse già nei mesi scorsi grazie alle denunce di chi non ha retto alle dinamiche interne. Curioso come già un anno fa ad esempio su X il giornalista Maurizio Pistocchi abbia praticamente anticipato quel che poi sarebbe accaduto.
Vi ricordate la trattenuta di #NDicka su #Bisseck in #InterRoma? Fatevi due domande: 1. Perché il direttore di gara non fu chiamato alla OFR dal Var #DiBello? Chiedetelo all’AVAR #Piccinini che aveva suggerito la OFR
— Maurizio Pistocchi (@pisto_gol) May 21, 2025
2. Per quale motivo il dialogo tra il Var #DiBello e… pic.twitter.com/vjEfMpO1Al
Tra i principali accusatori della commissione spiccano Domenico Rocca, autore di un esposto, ed Eugenio Abbattista, ex arbitro ed ex “varista” dimessosi clamorosamente a stagione in corso, nel marzo 2024. Le sue parole suonano oggi come una requisitoria: "Scendere da un treno impantanato, nel puzzo del pregiudizio, del vittimismo, dell’ingrata non memoria storica è la scelta più sensata che potessi fare". Abbattista denunciava una gestione fondata su correnti e "epurazioni", confessando una "sensazione di schifo", in un contesto in cui i direttori di gara dovrebbero occuparsi di tecnica e non di politica o del timore di non appartenere alla "sezione che è nel solco giusto".
Nonostante il terremoto giudiziario, la macchina del pallone non si ferma. Il format televisivo "Open Var" di Dazn andrà regolarmente in onda e, al posto di Rocchi, fa il suo esordio in trasmissione Dino Tommasi nelle vesti di designatore ad interim. Dalle istituzioni, intanto, arriva un netto rifiuto di commentare.
Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, a margine di un evento dedicato al Piano Mattei, ha invece eluso le domande sull'inchiesta e sulla mancata qualificazione ai Mondiali. Nei giorni scorsi si era invece molto esposto.
"Oggi non parlo di calcio e di sport. Perché? Ogni cosa ha il suo tempo", ha tagliato corto il ministro, ricordando che "a volte si pensa che il calcio sia tutto ma c’è anche tutto il resto".


