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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 02:00
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tennis

Cuore, grinta e dieci punti magici: Cobolli vola ai quarti del Master di Madrid

L'azzurro spreca un set e un break di vantaggio, va sotto nel terzo parziale ma risorge annientando l'ex numero uno al mondo nel finale di match

29 Aprile 2026, 00:02

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Cuore, grinta e dieci punti magici: Cobolli vola ai quarti del Master di Madrid

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Notte destinata a entrare negli annali del tennis italiano. Al Masters 1000 di Madrid, Flavio Cobolli ha compiuto un’autentica impresa, estromettendo l’ex numero uno del mondo Daniil Medvedev al termine di una contesa vibrante durata due ore e venti minuti.

Con il punteggio di 6-3, 5-7, 6-4, il ventitreenne romano ha centrato il suo primo quarto di finale in un Masters 1000, confermando una crescita rapidissima che lo proietta virtualmente al dodicesimo posto del ranking mondiale.

La vigilia era stata segnata da un’analisi lucida dello stesso Medvedev, che aveva affidato ai media le sue perplessità: “Io e lui ci conosciamo molto bene. Può giocare molto bene e probabilmente preferisce la terra rossa rispetto ad altre superfici. Qui può colpire la palla con molta rotazione”.

Il russo, che aveva persino evitato di allenarsi sul campo provvisorio allestito al Santiago Bernabéu per il timore di rimbalzi irregolari, ha subito l’aggressività dell’azzurro sin dai primi scambi.

Cobolli ha governato la frazione d’apertura, trovando lo strappo nel sesto gioco e chiudendo 6-3 dopo 50 minuti intensi.

Nel secondo set il capolavoro sembrava a portata di mano: avanti 4-2, complice qualche esitazione e diversi doppi falli del rivale, l’italiano ha intravisto il traguardo. Poi l’improvviso blackout. Medvedev ha riacceso il motore e, con l’autorevolezza dei grandissimi, ha piazzato un parziale di cinque giochi a uno, rimettendo in equilibrio il confronto con un chirurgico 7-5.

La reazione di Cobolli nel set decisivo ha assunto i contorni dell’epica sportiva. Forte del servizio iniziale e dell’inerzia psicologica, il moscovita era salito 4-3 e 30-0 sul turno in battuta dell’azzurro, fiutando il break potenzialmente decisivo. Proprio lì, con le spalle al muro, il capitolino ha mostrato un carattere monumentale: ha inanellato dieci punti consecutivi, vincendo dodici degli ultimi tredici scambi e sigillando la clamorosa affermazione per 6-4.

È il trionfo di una mentalità impavida, maturata nel tempo e già annunciata nelle parole con cui Cobolli aveva inquadrato sfide di questo livello: “Io voglio vincere, non è certo il nome a fermarmi. Giocherò con l’umiltà di essere quello che deve mettere in difficoltà l’avversario... senza paura”.

Con la sua terza vittoria in carriera contro un Top 10, il sogno di un approdo stabile nell’élite non è mai parso così concreto