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1 maggio 2026 - Aggiornato alle 16:18
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il punto dell'inchiesta

Caso arbitri, l'intercettazione, le deduzioni del pm e i dati di San Siro

I termini "gradito" e "sgradito" non sono virgolettati, ma un'interpretazione dell'accusa. L'Inter avrebbe voluto evitare Doveri, che ha però diretto i match più caldi della stagione. E Rocchi cita Schenone, il referee club manager dell'Inter

01 Maggio 2026, 13:05

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Caso arbitri, l'intercettazione, le deduzioni del pm e i dati di San Siro

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Nelle carte dell’inchiesta sul mondo arbitrale coordinata dal pm Maurizio Ascione emerge una conversazione che coinvolge l’ex designatore Gianluca Rocchi.

Il dialogo, datato 2 aprile 2025 e captato all’interno di San Siro, verte sulle logiche delle future assegnazioni per le gare dell’Inter e chiama in causa Giorgio Schenone, oggi addetto agli arbitri del club nerazzurro.

Secondo la ricostruzione della Procura, riportata da Repubblica, Rocchi avrebbe discusso con un proprio collaboratore l’ipotesi di “schermare” Daniele Doveri, ritenuto un arbitro “sgradito”, per evitarne la designazione nell’eventuale finale di Coppa Italia e nella partita decisiva per lo scudetto contro il Napoli, privilegiando invece l’impiego di Andrea Colombo, considerato “gradito” alla società. Per quanto solo 3 giorni dopo Doveri avrebbe arbitrato l'Inter nella trasferta di Parma e Colombo a Bologna abbia convalidato il gol vittoria del Bologna scaturito da una rimessa laterale palesemente irregolare.   

Giorgio Schenone, ex guardalinee e Avar tra Serie A e B dal 2009 al 2020, ricopre dal 2020 il ruolo di club referee manager dell’Inter. In Serie A hanno questa figura anche Lazio, Juventus e Parma. 

È comunque rilevante precisare che il colloquio agli atti del pm - da quel che è emerso - non è intercorso tra Rocchi e Schenone: il dirigente nerazzurro viene soltanto evocato nella conversazione tra l’ex designatore e il suo collaboratore, come presunto terminale delle preferenze del club. E le carte - da quel che sappiamo - chiariscono espressamente che Schenone non è iscritto nel registro degli indagati.

E' però a seguito di tali elementi che il 25 aprile scorso a Gianluca Rocchi è stato notificato un avviso di garanzia con l’ipotesi di frode sportiva in concorso. L’accusa riguarda il presunto condizionamento delle nomine per alcuni incontri chiave, tra cui Bologna-Inter e il derby di ritorno di Coppa Italia Inter-Milan.

Va inoltre sottolineato che le parole “gradito” e “sgradito” non compaiono testualmente nella registrazione: sono una sintesi concettuale utilizzata dal magistrato per rappresentare le supposte richieste del club. In sostanza Rocchi, nell'intercettazione ambientale, non direbbe mai che quell'arbitro non è gradito o è gradito all'Inter. E' una semplificazione finita però nell'avviso a comparire a Rocchi.  L’indagine documenta inoltre che Rocchi era sottoposto ad ascolto già da 13 mesi, a partire dall’ottobre del 2024.

I dati sulle designazioni effettive mostrano poi una marcata distanza rispetto alle ipotesi investigative. Doveri, definito nella sintesi del pm “sgradito”, ha diretto incontri di assoluto rilievo per l’Inter: oltre al derby di semifinale di ritorno di Coppa Italia del 20 aprile, è stato designato per Parma-Inter del 5 aprile, appena tre giorni dopo il colloquio registrato a San Siro. In precedenza Rocchi lo aveva scelto per Napoli-Inter del 1° marzo e per Fiorentina-Inter.

In totale, cinque presenze stagionali con i nerazzurri (quattro in Serie A e una in coppa), una rotazione considerata ordinaria per una squadra d’alta classifica. All’opposto, Andrea Colombo, il fischietto in teoria “gradito”, è stato chiamato ad arbitrare la formazione di Inzaghi soltanto due volte in campionato, frequenza sotto la media per un direttore di gara valutato “top” nelle graduatorie del designatore.