IL COMMENTO
Inter sul tetto d'Italia, Milan in caduta libera: la domenica che cambia tutto
Christian Chivu vince alla prima stagione, i rossoneri crollano a Sassuolo e la Juve riesce nell'impresa di non agganciare il Diavolo
L’Inter aveva già preparato la stoffa per lo scudetto numero 21. La certificazione che arriva contro il Parma, limpido 2-0, è la tesi di laurea ben discussa da Chivu dopo tanti esami superati con trenta e lode sul libretto. Un allenatore che raccoglie alla prima vera esperienza in Serie A, alle spalle soltanto 13 panchine prima della chiamata di Marotta e Ausilio con la convinzione che sarebbe stato il pilota giusto per guidare la fuoriserie nerazzurra. L’Inter ha avuto un percorso regolare, al netto delle critiche per non aver saputo a lungo gestire bene (e vincere) gli scontri diretti. Chivu penserà al Bodo Glimt e alla bruciante eliminazione in Champions, ma sono dettagli rispetto allo Scudetto che entra subito e luccica dentro la sua bacheca. Gli daranno una squadra più forte, lui avrà più esperienza e maggiore consapevolezza. Intanto, vince: l’unica cosa che conta nel bel mezzo di dibattiti stucchevoli.
Il Milan che sbanda in casa del Sassuolo va ben oltre gli aspetti numerici e una sconfitta strameritata. Qui siamo all’interno di prestazioni senza senso, brutta sintesi di una squadra che non riesce a esprimere il minimo sindacale. Dicono che Allegri stia facendo un miracolo, in realtà ha un organico tale da poter proporre una minima idea che non sia la solita storia di difendersi e ripartire. Nelle ultime 5-6 giornate ci sono state troppe tracce negative, all’interno di un 3-5-2 inerme e fin troppo banale. Il Sassuolo che dà una lezione, ben oltre l’espulsione di Tomori che l’ha tenuto a lungo in superiorità numerica, è un indizio preoccupante. Una valutazione che andrebbe fatta a prescindere dal posto Champions, diventa necessario per il futuro proporre idee più moderne e meno legate al fatto di dover speculare prima di provare a colpire l’avversario. E tra l’altro la famosa poltrona per l’Europa che conta va conquistata, servono 6 punti in 3 partite per non guardare in casa degli altri.
Nel frattempo la Juve riesce nell’impresa di non agganciare i rossoneri, il ritorno al gol di Vlahovic è una goccia nell’oceano rispetto alla grande occasione sprecata contro un Verona già in B. La conferma che, quando pensi di aver vinto prima di scendere in campo, hai brutte sorprese e paghi una tassa enorme. Stasera la Roma può accorciare a “meno 3” dal Milan, così l’Atalanta - prossimo ospite di Allegri - sarà uno snodo di fondamentale importanza.
Il Napoli continua a vivacchiare nella speranza che la stagione finisca presto. Il punto di Como è una tappa di avvicinamento alla qualificazione Champions, se fosse secondo o terzo posto non cambierebbe granché, malgrado le parole di Conte che cerca di tenere i suoi sulla corda. Ci sarà molto da ragionare su questa stagione che ha comportato esborsi clamorosi e che consentirà di centrare l’obiettivo minimo. Argomenti che dovranno essere approfonditi nel prossimo vertice tra proprietà e allenatore, non vanno escluse (anzi) le possibilità di una separazione anticipata malgrado un altro anno di contratto. In tal caso, nella lista ristretta di candidati alla successione di Conte il nome di Sarri - per un clamoroso ritorno - andrebbe tenuto in considerazione. La stagione del Como va lodata: è vero che molto probabilmente non porterà in dono la Champions, ma è stato un percorso di crescita grazie all’enorme lavoro di Fabregas e con percentuali in crescita di nuove e più corpose soddisfazioni in futuro.