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La Serie D resta un patrimonio di Favara: l'orgoglio del presidente Castronovo e la linea verde
Il presidente Rino Castronovo ringrazia lo staff per la professionalità dimostrata. Non solo risultati sul campo, ma anche successi nel vivaio per una società che punta a consolidare il nome di Favara nel calcio nazionale
Si chiude con un bilancio positivo, e per certi versi straordinario, la stagione 2025/2026 della CastrumFavara nel campionato di Serie D. Alla vigilia, l’obiettivo dichiarato dalla dirigenza era chiaro: migliorare il risultato dell’anno precedente, quando la permanenza nella categoria era arrivata solo dopo il sofferto spareggio play-out vinto contro il Licata. Un traguardo minimo, ma tutt’altro che scontato per una realtà abituata a lottare.
E invece, i gialloblù sono riusciti a fare un passo in avanti decisivo, centrando la salvezza diretta con una giornata di anticipo al termine di un percorso lungo, tortuoso e carico di difficoltà. Un risultato che porta la firma, ancora una volta, di mister Pietro Infantino, autore di un autentico miracolo sportivo.
La stagione della CastrumFavara, infatti, non è stata lineare. Dopo un avvio complicato e una fase segnata anche dalle dimissioni dello stesso Infantino, la squadra aveva smarrito certezze e punti, ritrovandosi pericolosamente invischiata nella zona retrocessione. Lo spettro dell’Eccellenza sembrava sempre più concreto.
Poi, la svolta. Il ritorno del tecnico ha ridato identità, fiducia e compattezza a un gruppo che, giornata dopo giornata, mese dopo mese, ha saputo risalire la classifica con determinazione. Una rincorsa che si è concretizzata nella conquista della salvezza, lasciandosi alle spalle dirette concorrenti come Ragusa, Vibonese, Acireale e Messina, costrette ai play-out, mentre Sancataldese e Paternò salutano direttamente la categoria.
L’ultima giornata ha visto i gialloblù chiudere con un pareggio per 2-2 contro l’Enna, un risultato che ha certificato la solidità e la serietà di una squadra mai doma. Al termine del match, nella sala stampa dello stadio “Bruccoleri”, mister Infantino ha tracciato un bilancio carico di emozione:
“È stato un campionato lungo, intenso, un vero film. E non è finito domenica sera. Oggi la squadra doveva dimostrare la stessa serietà vista in questi mesi, e lo ha fatto. Abbiamo affrontato un avversario affamato di punti, una gara difficile, ma i ragazzi non volevano uscire sconfitti. Hanno dato il massimo, e ci sono riusciti. Questo ci riempie di orgoglio. ”
Il tecnico ha poi voluto ricordare chi ha contribuito al percorso, anche se oggi non è più parte del progetto: i giocatori che hanno fatto il ritiro, il direttore sportivo Totò Catania, l’allenatore Nicolò Terranova e tutti coloro che hanno lavorato per questi colori.
Tra i motivi di soddisfazione, non solo la salvezza: la CastrumFavara ha chiuso al secondo posto nella classifica giovani, lanciando anche il più giovane esordiente dell’intera Serie D, Samuele Collura, classe 2010. Un segnale importante in ottica futura e nella costruzione di una identità societaria sempre più solida.
Nel giorno dei bilanci, spazio anche ai pensieri personali. Infantino ha dedicato parole sentite di commozione alla famiglia Vaccaro e a Gabriele, ricordato e onorato in una giornata particolarmente intensa anche dal punto di vista umano. Non è mancato un ringraziamento ai tifosi, protagonisti di un sostegno costante: “Il coro che mi hanno dedicato vale più di tutto: significa che hanno visto l’uomo prima dell’allenatore, l’onestà e l’attaccamento a questa maglia. ”
Infine, il grazie alla società per la fiducia totale concessa al suo ritorno: una scelta che si è rivelata vincente.
La CastrumFavara chiude così una stagione faticosa ma ricca di significato: stanca, ma soddisfatta. E soprattutto, consapevole di aver costruito qualcosa che va oltre una semplice salvezza. Soddisfazione per i risultati raggiunti in questa stagione ha espresso la società favarese tramite con uno dei tre presidenti, Rino Castronovo, che ha ringraziato tutti per l'ottimo lavoro svolto con grande professionalità e attaccamento ai colori sociali. La Serie D è un patrimonio di tutti, di una città che continuerà a portare il nome di Favara in giro per l'Italia calcistica.