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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 17:57
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l'inchiesta arbitri

L'ombra di "Giorgio" e il giallo Doveri: tutte le incongruenze della "combine" del derby di Coppa

Da Pinzani a Zappi, fino al nuovo designatore Tommasi: i magistrati ascoltano i vertici Aia e Figc. Nei prossimi giorni toccherà anche ai dirigenti dei club di Serie A fare chiarezza sul presunto summit del Meazza

07 Maggio 2026, 17:57

18:00

L'ombra di "Giorgio" e il giallo Doveri: tutte le incongruenze della "combine" del derby di Coppa

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La Procura di Milano prosegue l’inchiesta sul presunto “sistema arbitrale”, focalizzando l’attenzione sul vertice svoltosi - secondo la tesi del pm Ascione - il 2 aprile 2025 allo stadio San Siro. Secondo l’ipotesi investigativa, in quell’occasione sarebbe stata discussa una presunta “combine” finalizzata a orientare due specifiche nomine dei direttori di gara. Al centro del fascicolo figura l’ex designatore Gianluca Rocchi, attualmente indagato e autosospesosi dall’incarico. Il perno delle contestazioni riguarda la gestione delle presenze dell’arbitro Daniele Doveri. I magistrati ipotizzano che Rocchi, in concorso con altri, abbia pilotato o “schermato” l’assegnazione di Doveri.

In particolare, il piano avrebbe previsto l’impiego del direttore di gara, ritenuto “poco gradito” all’Inter, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Milan e Inter. Tale scelta avrebbe avuto lo scopo di “assicurare” che Doveri non incrociasse più la formazione nerazzurra in un’eventuale finale della manifestazione o nelle restanti gare del campionato della scorsa stagione. Una ricostruzione che però stride con il campo tenuto conto che il derby tra Inter e Milan (poi finito 0-3) arbitrato da Doveri era sulla carta una finale anticipata tenuto conto che per sia per i nerazzurri che per i rossoneri l'eventuale finale sarebbe stata giocata contro Empoli o Bologna (che poi vincerà la Coppa). Se proprio i nerazzurri avessero voluto evitare Doveri non sarebbe stato meglio non averlo per il derby?

Parallelamente, sempre durante lo stesso incontro al Meazza, sarebbe stata concordata la nomina di Andrea Colombo, considerato invece “gradito”, per dirigere Bologna-Inter del 20 aprile dello scorso anno. Talmente gradito che quella di Colombo sarebbe stata la seconda designazione in un match dell'Inter (la precedente risaliva a novembre in un Verona-Inter 0 a 5).

Gli investigatori comunque intendono definire con precisione l’identità di tutti i partecipanti al summit. Sulla base di testimonianze e intercettazioni telefoniche, è in valutazione la possibile presenza di Giorgio Schenone, attuale club referee manager dell’Inter. Sul piano giudiziario, Schenone non risulta iscritto nel registro degli indagati: è qualificato come persona informata sui fatti e per questo è prevista la sua audizione, in qualità di testimone, da parte dei magistrati e della Guardia di Finanza.

Tra gli atti a disposizione della Procura figura un’intercettazione dell’aprile 2025 tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore VAR, anch’egli indagato e autosospeso. Nella conversazione si farebbe riferimento a presunte pressioni, all’incontro allo stadio e verrebbe menzionato un certo “Giorgio”. L’obiettivo dei pm milanesi è accertare se tali presunte “pretese” sulle designazioni possano integrare gli estremi del reato di frode sportiva. Il pm Ascione che ha già sentito Pinzani, l'addetto della Figc per i rapporti tra Aia e club e Butti, l'uomo della Figc che si occupa della logistica degli arbitri. Domani toccherà al presidente decaduto dell’Aia Antonio Zappi e al designatore degli arbitri Dino Tommasi, che ha sostituito l’auto-sospeso Gianluca Rocchi. Tutti e due ovviamente come persone informate sui fatti. Nei prossimi giorni - secondo indiscrezioni - ascolterà anche gli addetti ai rapporti con gli arbitri degli altri club di serie A.

Nel frattempo, il procedimento dinanzi alla giustizia sportiva resta congelato: il pubblico ministero Maurizio Ascione non ha ancora potuto trasmettere alcun atto alla Procura della FIGC, poiché l’intera inchiesta è tuttora coperta dal segreto investigativo. Oltre a Schenone, sono in calendario ulteriori audizioni per chiarire i contorni della vicenda.