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tennis

Jasmine, ma che ti succede? Paolini perde al terzo turno a Roma e scivola fuori dalla top ten WTA

Trionfatrice dodici mesi fa e beniamina del pubblico romano, esce di scena agli Internazionali d’Italia 2026 al terzo turno, superata dalla belga Elise Mertens e dopo avere sprecato tre match points.

09 Maggio 2026, 17:24

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 Jasmine, ma che ti succede?  Paolini perde al terzo turno a Roma e scivola fuori dalla top ten WTA

Sul Centrale del Foro Italico la regina uscente è costretta a cedere lo scettro nel modo più doloroso: Jasmine Paolini, trionfatrice dodici mesi fa e beniamina del pubblico romano, esce di scena agli Internazionali d’Italia 2026 al terzo turno, superata dalla belga Elise Mertens.

Più che una sconfitta, un campanello d’allarme. E dire che l’avvio lasciava presagire un copione diverso, in continuità con l’esordio positivo contro Océane Dodin? Attenzione: il testo originale cita “la Jeanjean”; manteniamo questo dato: contro la Jeanjean.

Nel primo set la campionessa toscana appare padrona del campo: dirige gli scambi, impone il ritmo e, con un break chirurgico, chiude 6-4. È la Paolini che tutti conoscono: solida, reattiva, impermeabile ai tentativi di rientro dell’avversaria, numero 21 del ranking.

Nel secondo parziale, però, si consuma la svolta. Mertens alza il livello e l’intensità, ma l’azzurra regge l’urto sospinta dal calore del Centrale. Paolini si procura tre match point: è a un passo dai sedicesimi, ma nel momento decisivo la mano trema. I colpi perdono profondità, la lucidità vacilla e le tre occasioni sfumano una dopo l’altra. Il set approda al tie-break, che la belga fa suo, infliggendo il colpo psicologico che segnerà l’esito dell’incontro.

Il terzo atto diventa un calvario per i colori italiani. Né il tifo assordante né i consigli tattici di Sara Errani, chiamata al coaching, riescono a invertire l’inerzia. Paolini appare in evidente difficoltà, sul piano fisico e soprattutto mentale; al rientro, Mertens fiuta l’insicurezza, piazza break in serie e chiude, estromettendo la campionessa in carica.

“È una sconfitta dura, soprattutto per il punteggio, per come è andata”, ammette Jasmine a caldo. “Ho giocato in modo altalenante i match-point, specialmente il terzo: se tornassi indietro lo giocherei in maniera diversa, più aggressiva ma anche con tranquillità”. Una riflessione che tradisce la consapevolezza dell’occasione sfumata: “A volte avrei potuto essere un po’ più intelligente”.

Il ko pesa anche sulla classifica WTA: non potendo difendere i punti del titolo 2025, Paolini scivolerà fuori dalla top ten. Una retrocessione che lei stessa definisce senza attenuanti “una conseguenza del livello espresso”, riconoscendo come in questa stagione siano mancati incontri di altissima caratura per restare stabilmente tra le migliori.

Cosa non funziona? La risposta sembra annidarsi in una condizione atletica e in una tenuta mentale da ricostruire dopo mesi complicati. Resta il rammarico per le notti mancate con il pubblico capitolino — “Mi dà energia, ma oggi non è bastato” — e lo sguardo già rivolto alla ripartenza: “In certi momenti mi sono sentita bene in campo, penso sia da questo che devo ripartire”.