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Mattarella scuote il calcio italiano: «Trofei in casa, ma manca il ritorno ai Mondiali»
Il Presidente della Repubblica si rammarica per la lunga assenza della Nazionale dalle grandi competizioni internazionali e invita a cogliere nella finale di Coppa Italia un possibile segnale di ripartenza per tutto il movimento
Un richiamo al valore dello sport, ma anche un messaggio che va oltre i novanta minuti della finale. Nel giorno della tradizionale ricezione al Quirinale delle squadre finaliste della Coppa Italia Frecciarossa 2025-2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di parlare non soltanto della sfida in programma domani, ma dello stato di salute del calcio italiano, lanciando un appello che suona come una sollecitazione a tutto il movimento.
«Non posso evitare – ha detto il Capo dello Stato – di esprimere un sentimento di rammarico per il fatto che il nostro calcio gioca trofei importanti, ma dentro i confini nazionali. Chi ha la mia età ha avuto il privilegio di aver visto Mondiali ed Europei, ma oggi attraversa una pausa insolitamente e inspiegabilmente lunga».
Parole che toccano un nervo scoperto del pallone italiano, ancora alle prese con un percorso internazionale lontano dai fasti del passato e segnato, negli ultimi anni, da assenze pesanti sul palcoscenico mondiale.
Mattarella ha però voluto leggere nella finale di Coppa Italia anche un possibile punto di svolta per tutto il sistema. «La partita di domani può dare il segno di una fase di ripresa e riavvio del nostro calcio. Lo spettacolo servirà a molti, soprattutto ai più giovani, per innamorarsi sempre più del calcio».
Nel suo intervento al Palazzo del Quirinale, il Presidente si è poi soffermato sui valori fondanti dello sport, richiamando società, atleti e tifosi al rispetto reciproco. «È stata evocata da tutti una condizione di correttezza, lealtà e spirito sportivo. Il misurarsi con se stessi anche grazie agli avversari. Per questo domani il rispetto degli altri è certamente assicurato».
Il passaggio più significativo è stato però rivolto direttamente al mondo del tifo, in un momento in cui il calcio italiano continua a fare i conti con tensioni dentro e fuori dagli stadi. «Speriamo che l’appello a disarmare le parole e i comportamenti sia raccolto dai tifosi: disarmare le parole e i comportamenti. Sono certo che domani sarà uno spettacolo di grande sport».
Un messaggio netto, pronunciato alla vigilia dell’atto conclusivo della Coppa Italia Frecciarossa 2025-2026, che va oltre la partita e chiama in causa l’intero movimento calcistico italiano: dai club alle istituzioni, fino alle nuove generazioni chiamate a ritrovare entusiasmo e appartenenza attorno al pallone.