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In Italia c'è solo l'Inter: ai nerazzurri anche la Coppa Italia, è "doblete"

La Lazio mai in partita, un autogol di Marusic e Lautaro Martinez nel primo tempo a segno

13 Maggio 2026, 22:59

In Italia c'è solo l'Inter: ai nerazzurri anche la Coppa Italia, è "doblete"

Pazza Inter, ma di gioia: all’Olimpico da record i nerazzurri mettono in bacheca la decima Coppa Italia. Dopo il 21º scudetto, arriva il bis: a quattro giorni dalla travolgente affermazione in campionato, i campioni d’Italia si ripetono dominando la Lazio e imponendosi 2-0 nella finale del trofeo nazionale.

Il vantaggio arriva subito con uno sfortunato autogol di Marusic, da cui Zaccagni e compagni non si riprendono più; poco oltre la mezz’ora Lautaro firma il raddoppio sfruttando un’altra amnesia biancoceleste con Tavares. Nella ripresa il punteggio non cambia: la squadra di Chivu gestisce con autorevolezza e sfiora anche il tris.

Per la Lazio, in una serata da incubo tra errori e assenza di reazione davanti al proprio pubblico, svanisce l’ultimo appiglio per raddrizzare una stagione deludente e agguantare l’accesso diretto all’Europa League.

Quattro giorni dopo lo scontro-diretto in Serie A, Chivu conferma il tandem offensivo: Thuram recupera e fa coppia con Lautaro, panchina per Pio Esposito non al meglio. In regia tocca a Zielinski, con Barella e Sucic (preferito a Mkhitaryan) ai lati. Sulle corsie tornano Dumfries e Dimarco, con Akanji al centro della retroguardia. Tra i pali c’è ancora Josep Martinez; indisponibile Calhanoglu.

Dall’altra parte, rispetto allo 0-3 in campionato, qualche novità: rientra capitan Zaccagni a completare il tridente con Noslin e Isaksen; in mediana si rivede Taylor, con Patric in cabina di regia e Basic mezzala. In difesa conferme quasi totali, eccetto a sinistra, dove Tavares riprende il posto occupato pochi giorni prima da Pellegrini.

Cornice straordinaria allo stadio Olimpico, tutto esaurito e alimentato da due tifoserie storicamente <strong(amiche)< strong="">.</strong(amiche)<>

Dopo appena sei minuti primo giallo del match a Bisseck, autore di un intervento deciso su Noslin dopo uno scivolone. La prima occasione è dei campioni d’Italia: Barella crossa dalla destra, Lautaro anticipa Gila e di testa sfiora il palo. È il preludio all’1-0: angolo di Dimarco, Thuram sfiora sul primo palo e alle spalle Marusic, nel tentativo di intervenire di testa, beffa il proprio portiere Motta.

Trovato il vantaggio, l’Inter prende in mano campo e ritmo, andando vicina al raddoppio con Dumfries, stoppato da un intervento provvidenziale di Tavares sul traversone del solito Dimarco. La Lazio è timida e vulnerabile, e il 2-0 arriva puntuale su un altro svarione: Dumfries sorprende Tavares, gli soffia il pallone, entra in area e serve a Lautaro un assist che l’argentino trasforma da due passi.

Prima dell’intervallo ci provano Zielinski (a un passo dal tris) e Isaksen, che conclude rasoterra senza inquadrare lo specchio difeso da Josep Martinez.

Nella ripresa l’Inter controlla senza affanni fino al 58’, quando Noslin, da centro area, calcia di un soffio a lato firmando la miglior palla-gol biancoceleste. Le squadre si allungano e la gara si accende. Arrivano i primi cambi: la Lazio inserisce Cancellieri per Isaksen; Chivu risponde con Mkhitaryan e Luis Henrique per Sucic e Dumfries.

Proprio Luis Henrique, appena entrato, sciupa il pallone del 3-0, mentre l’altro neoentrato per i capitolini, Dia, va vicino al 2-1 che avrebbe riaperto tutto. Nel finale è ancora Inter a comandare e a sfiorare il tris con Zielinski, poi un accenno di rissa dopo un brutto fallo di Pedro, da poco in campo, su Dimarco, che reagisce. L’arbitro Guida ristabilisce la calma e poco dopo fischia la fine delle “ostilità”, dando il via alla festa nerazzurra.

Al suo primo anno sulla panchina dell’Inter, Chivu sorprende e smentisce gli scettici, firmando una stagione da incorniciare: scudetto, Coppa Italia e un futuro tutto da scrivere.