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Sport

Virtus Ragusa, parla il ds: "L'amarezza per come sono andati i play off non può cancellare la vivacità del progetto"

Alessandro Vicari chiarisce quali sono le prospettive a breve e a medio termine

15 Maggio 2026, 11:02

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Virtus Ragusa, parla il ds: "L'amarezza per come sono andati i play off non può cancellare la vivacità del progetto"

Il diesse Alessandro Vicari

Si è chiusa agli ottavi di finale dei playoff la stagione della SuperConveniente Virtus Ragusa, eliminata da Angri al termine di una serie che ha lasciato amarezza per il risultato sportivo. Ma il bilancio del campionato, secondo il Direttore sportivo Alessandro Vicari, non può ridursi all’ultima sconfitta.

«A qualche giorno dalla fine della stagione – spiega – credo sia giusto fare un’analisi lucida, nel rispetto delle opinioni di tutti coloro che ruotano attorno alla famiglia Virtus. La delusione per l’eliminazione c’è ed è normale che ci sia. Quando si arriva ai playoff, nessuno partecipa per accontentarsi. Volevamo andare avanti, sapevamo di poter competere e dispiace non essere riusciti a esprimerci come avremmo voluto nel momento decisivo. Le critiche, sotto il profilo sportivo, fanno parte del gioco e vanno accettate. Ma serve equilibrio: una cosa è analizzare ciò che non ha funzionato, un’altra è ridimensionare il lavoro fatto da una società intera».

Il punto di partenza, per la Virtus, è il quadro da cui era cominciata la stagione. Il 20 giugno scorso, dopo la retrocessione dalla Serie B Nazionale, il club era alla ricerca di acquirenti. Due mesi dopo, al momento della presentazione della squadra, la società aveva fissato obiettivi sportivi e organizzativi dentro un percorso di ricostruzione. Ad aprile, Ragusa ha chiuso la regular season al quarto posto, a pari punti con le tre squadre che l’hanno preceduta per effetto della classifica avulsa, con venti vittorie complessive e un rendimento ben oltre le previsioni iniziali.

«Questo è un dato oggettivo – sottolinea Vicari –. A giugno il futuro della Virtus era tutt’altro che scontato. Oggi, nonostante l’eliminazione, possiamo dire che il progetto è vivo, ha basi più solide e continuerà a camminare. Essere arrivati quarti, con lo stesso punteggio delle prime tre, per qualcuno può sembrare scontato o addirittura insufficiente. Noi non la pensiamo così. Probabilmente l’aver occupato il primo posto per una parte importante della stagione ha alzato le aspettative. Ma proprio per questo serve lucidità nel giudicare il percorso complessivo».

La stagione, ricorda Vicari, è stata affrontata «con grandi sacrifici, responsabilità economiche importanti e un impegno quotidiano che spesso dall’esterno non si vede». Un lavoro che ha coinvolto ogni componente del club: «Non era automatico essere competitivi e riportare entusiasmo attorno alla squadra. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di giocatori, staff tecnico, staff medico, dirigenti, collaboratori e di tutte le persone che hanno scelto di spendere tempo ed energie».

Vicari non nasconde i limiti emersi nell’ultima parte della stagione. «Probabilmente siamo arrivati alla fine con meno energie fisiche e mentali. Hanno inciso anche alcuni infortuni importanti, che hanno tenuto fuori dal campo diversi giocatori e che non possono essere attribuiti a scarsa preparazione o a incuria della società. Non deve essere un alibi, ma è un dato oggettivo». La Virtus ha comunque disputato un campionato di alto livello competitivo, restando stabilmente nelle zone alte della classifica e misurandosi con avversarie strutturate, spesso dotate di budget rilevanti. «A un certo punto ci si abitua ai risultati positivi e si rischia di considerarli normali – sottolinea Vicari –. Normali non lo erano».

La stagione ha restituito alla Virtus anche un legame forte con la propria comunità. Il pubblico del PalaPadua ha risposto con una presenza in linea con quella della precedente stagione in Serie B Nazionale, confermando attaccamento e partecipazione. L’associazione “Virtus nel Cuore” ha rappresentato uno snodo importante, mobilitando tifosi e appassionati e contribuendo a riportare energia attorno alla squadra. «Uno degli aspetti più belli di questa stagione – aggiunge Vicari – è stato rivedere il palazzetto vivo. La squadra ha saputo creare appartenenza, ma è stato fatto un lavoro importante anche fuori dal campo. Virtus nel Cuore ha dimostrato che questa società non è soltanto una squadra di basket: è un patrimonio della città, qualcosa che può tornare a coinvolgere persone, famiglie, sponsor, tifosi e giovani. Per questo il nostro grazie va al pubblico ragusano e a chi, con passione e sostegno concreto, ha accompagnato la Virtus in questa ripartenza».

Un ringraziamento particolare è rivolto a chi ha scelto di investire nel progetto. «SuperConveniente ha creduto nello sport ragusano con un programma pluriennale. Ringrazio il Cavaliere Arena per la fiducia e il sostegno. Allo stesso modo ringrazio la presidente Sabbatini ed Ekso per l’attenzione al sociale, la sensibilità dimostrata e la capacità di guardare oltre i risultati sportivi. E naturalmente il nostro grazie va a tutti gli sponsor che da anni sono accanto alla Virtus e che, nonostante la retrocessione dello scorso anno, hanno continuato a darci fiducia».

Lo sguardo, adesso, è rivolto al futuro. «Le società solide non nascono in pochi mesi – conclude Vicari –. Si costruiscono con programmazione, competenza e senso di responsabilità. Questa stagione deve essere un punto di partenza. Dobbiamo migliorare, consolidare l’organizzazione, continuare a lavorare sul lo sviluppo dei giovani, rafforzare il rapporto con il territorio e dare continuità a ciò che è stato creato. Il progetto è vivo. Adesso serve portarlo avanti con serietà, equilibrio e ambizione».