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Sinner padrone di Roma 50 anni dopo Panatta: tutti i record infranti da Jannik

L'Italia torna a trionfare in casa mezzo secolo dopo il 1976: l'azzurro demolisce Ruud e firma il suo clamoroso sesto Masters 1000 consecutivo

17 Maggio 2026, 19:11

Sinner padrone di Roma 50 anni dopo Panatta: tutti i record infranti da Jannik

A Roma si è scritta una pagina storica del tennis italiano e mondiale. A cinquant’anni esatti dal trionfo di Adriano Panatta su Guillermo Vilas nel 1976, Jannik Sinner ha riportato al Foro Italico il titolo degli Internazionali d’Italia. Il numero 1 del mondo ha superato in finale 6/4 6/4 il norvegese Casper Ruud, attuale n. 25 del ranking ma specialista della terra rossa e già n. 2 ATP, confermando un dominio che, in questo momento, non conosce ostacoli.

Questo successo va ben oltre la gioia di alzare la coppa davanti al pubblico di casa: proietta Sinner nella leggenda. Conquistando Roma, ultimo tassello che ancora mancava alla sua collezione, l’azzurro è diventato il secondo tennista della storia, dopo Novak Djokovic, a completare il Career Golden Masters, vale a dire la vittoria in tutti e nove i tornei Masters 1000 in calendario.

È l’ennesima barriera infranta da un campione che sta riscrivendo i libri dei record. Battendo Ruud, Sinner ha centrato il suo sesto Masters 1000 consecutivo, ritoccando un primato che già gli apparteneva: prima di lui nessuno era mai riuscito a vincerne cinque di fila, figuriamoci sei. Aveva già monopolizzato la prima parte di stagione, imponendosi nei primi quattro appuntamenti ATP dell’anno (Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid) e completando il Sunshine Double senza cedere un set.

I numeri della sua supremazia sono impressionanti. In semifinale contro Daniil Medvedev aveva portato a 33 la striscia record di vittorie consecutive nei Masters 1000, superando il precedente limite di 31 appartenuto a Djokovic. La continuità di rendimento lo ha inoltre collocato tra i giganti: è il quarto tennista di sempre a superare la soglia dei 14.000 punti nel ranking ATP (ne contava 14.350 già prima del torneo), affiancandosi a Federer, Nadal e lo stesso Djokovic.

Con questo nuovo trionfo, che si aggiunge a un palmarès di 28 titoli ottenuti prima di Roma (tra cui 4 Slam e 2 ATP Finals), il fuoriclasse italiano sancisce l’avvio di una nuova era di dominio assoluto.