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IL COMMENTO

Juventus fuori dalla Champions, Milan e Roma possono gioire: pagelle di una domenica che cambia tutto

Da Elkann a Comolli e Tudor, la lunga catena degli errori bianconeri. E il Napoli che deve fare i conti con Conte e col portafoglio

17 Maggio 2026, 21:10

21:20

Juventus fuori dalla Champions, Milan e Roma possono gioire: pagelle di una domenica che cambia tutto

Qualcuno si è fatto male davvero. Mancano 90 minuti alla fine della stagione, ma la Juventus sesta e con chance quasi nulle di andare in Champions è una notizia. Il tonfo con la Fiorentina è una cartolina non troppo sorprendente: squadra senza personalità, pochi campioni, il pallone che scotta quando bisogna non bucare la partita che cambia il destino. Certo, l’allenatore è Spalletti ma le responsabilità sono a monte con l’avallo di John Elkann che adesso sta per perdere il tesoretto della Champions (tra 70 e 80 milioni) dopo aver speso di tutto e di più senza un ritorno.

Elkann ha scelto gli uomini sbagliati, a partire da Comolli, e paga quell’inopinata conferma di Tudor - un anno fa più o meno di questi tempi - che poi sarebbe stato esonerato nel giro di pochi mesi. Spalletti non ha bisogno di presentazioni, ma salire sul treno in corsa è complicato per chiunque, soprattutto quando trovi una squadra non costruita da te. A maggior ragione se a gennaio chiedi una punta vera e in cambio ti danno un esterno offensivo. Adesso, siccome lui è il primo a mettersi in discussione, sarebbe il caso - dopo il rinnovo contrattuale - di dargli il materiale giusto per incidere. Altrimenti, inutile nascondersi, la Juventus sarà sempre un’incompiuta.

È stata la domenica di Milan e Roma. Malgrado le assenze, Allegri ha sbancato Marassi e più che di corto muso dobbiamo parlare di due punti di vantaggio sulle inseguitrici. La morale è che basterà battere il Cagliari in casa per staccare il tagliando senza guardare in casa degli altri. Per Allegri sarebbe il massimo obiettivo, noi crediamo che si tratterebbe del minimo sindacale, quando ti chiami Milan è sempre un fallimento non entrare tra le prime quattro. Il resto andrà stabilito con calma e grande chiarezza, a maggior ragione se fosse Ibrahimovic a prendere potere con l’annunciato addio di Tare. Ma tra Ibra e Allegri il rapporto è irrecuperabile, quindi non si possono escludere colpi (non tanto) di scena. Con la Nazionale che resta un’opzione se davvero Malagò, una volta eletto, concentrasse l’attenzione su Allegri.

La Roma ha fatto un capolavoro, non è un caso che Gasperini abbia potuto lavorare più serenamente dopo che il club ha fatto chiarezza sui suoi rapporti inesistenti con Ranieri. Una volta al comando e senza interferenze (passaggio di fondamentale importanza), Gasp ha tratto il massimo, il doppio Mancini nel derby contro una Lazio a pezzi gli spalanca un’autostrada a tre corsie. Un pasto completo a Verona e la Roma staccherà il fatidico tagliando, esattamente lo stesso destino del Milan. Poi, con una cassa più piena, gli costruiranno una squadra a sua immagine e somiglianza. Lo merita, a dispetto di tutti i criticoni che non avevano memorizzato come fosse complicato stupire al primo anno con un organico incompleto.

Il Napoli non ha avuto questi problemi, anzi di calciatori ne ha acquistati troppi spendendo tantissimi soldi. Il secondo posto non può essere considerato un risultato memorabile. Molto più importante che venga chiarito presto il futuro: solitamente, dopo due stagioni con lo stesso club, Conte cambia aria, lasciando ottimi risultati ma con rapporti logorati e con la cassaforte non più piena come prima del suo avvento. Il Napoli si sente soddisfatto, spremuto e un po’ più povero, particolari da non sottovalutare.