playoff serie b
Sconforto e smarrimento in città, ora al Palermo serve una svolta come quella di novembre
A Catanzaro la peggiore prestazione della stagione. Mercoledì al Barbera servirà la partita perfetta, ma contro le big della serie B i rosanero hanno fatto fatica tutto l'anno
Nelle ore che seguono la fragorosa caduta di Catanzaro, la Palermo rosanero continua a vivere sentimenti di smarrimento, incredulità e sconforto. Sui social, nei siti, dentro i bar i commenti hanno tutti un unico denominatore: la profonda delusione per il principio, lo svolgimento e l’epilogo della gara del Ceravolo. Evento atteso da giorni con ansia da una piazza che non vedeva l’ora di poter finalmente assistere al match più importante della stagione e che oggi prova a darsi una spiegazione. Difficile se non impossibile, dal momento che in Calabria si è esibito il peggior Palermo della stagione.
Allora azzerare tutto e ripartire. Non può che essere questo l’unico imperativo che accompagna la squadra di Inzaghi alla vigilia della sfida di domani sera, quando alle 20, allo stadio Renzo Barbera, i rosanero si giocheranno molto più di una semplice partita: in palio ci sono le residue speranze di continuare a inseguire il ritorno in Serie A. Dopo il pesantissimo 3-0 incassato domenica a Catanzaro, il Palermo si ritrova con le spalle al muro e con un solo risultato possibile per evitare una clamorosa eliminazione dai playoff già in semifinale.
Servirà una vittoria larga, netta, convincente. Dunque una prestazione famelica, arrembante sin dai primi minuti, senza sbavature difensive, cinica nelle occasioni che si dovessero creare. Insomma, una partita perfetta. Perché al Palermo occorrerà imporsi con almeno tre reti di scarto per ristabilire l’equilibrio nel doppio confronto e dunque sfruttare il miglior piazzamento ottenuto al termine della regular season. Un’impresa proibitiva, soprattutto alla luce di quanto visto in Calabria appena due sere fa, quando i rosanero sono apparsi irriconoscibili sotto ogni punto di vista. Fragili in difesa, sterili a centrocampo, nulli in avanti. E soprattutto privi di quella reazione di carattere che durante il campionato aveva spesso rappresentato una delle principali qualità della squadra.
È questo l’aspetto che più preoccupa. Al di là del risultato, pesante ma almeno sulla carta ribaltabile, l’atteggiamento mostrato al Ceravolo è stato infatti ben distante da quello di una squadra che ha fame di vincere. Una versione sbiadita e timorosa, distante anni luce da quella vista nel corso della stagione. Tanto nell’insieme, quanto nei singoli: da Magnani, chiamato a guidare la difesa al posto di capitan Bani, passando per Augello e Pierozzi, frecce dimezzate all’arco di Inzaghi, fino a Ranocchia, nervoso e impalpabile, e Pohjanpalo, predicatore nel deserto dell’attacco rosanero, mai veramente in grado di far male agli avversari.
Servirà dunque l’altro Palermo. Una metamorfosi rapida che già in stagione si è verificata quando a novembre, dopo il ko di Castellammare di Stabia - il terzo in quattro partite - Inzaghi riuscì a rivoluzionare la mentalità della sua squadra posando la prima pietra del cammino straordinario che vide i rosanero imbattuti per le quattordici partite successive. Ma potrebbe non bastare. Perché domani il Palermo è atteso da un esame di maturità che più di una volta l’ha visto fallire nel corso del campionato. Non si può ignorare, infatti, che quest’anno i rosanero abbiano sempre faticato contro le squadre più attrezzate della serie B.
Del resto, nel calcio tutto è difficile e nulla è impossibile. Lo sa bene Pippo Inzaghi, che suo malgrado visse da protagonista la storica finale di Istanbul del 2005. In quell’occasione i tre gol di svantaggio furono recuperati nel secondo tempo, portando il Liverpool ad una insperata vittoria della Champions League contro il Milan. Ma i miracoli, come le imprese, in questo sport vanno costruiti e meritati. Non resta che attendere qualche ora. Poi le luci del Barbera si accenderanno, gli spalti si riempiranno. E il destino rosanero sarà pronto per essere scritto.
