play off serie b
Pohjanpalo illude il Barbera, il Palermo vince ma il Catanzaro vola in finale
I rosanero sbloccano subito il match e trovano il raddoppio nel finale, ma il 3-0 dell’andata premia i calabresi. Grande prova dei rosanero: occasioni e intensità ma non basta
È iniziata come doveva iniziare. Come Inzaghi, la squadra e tutta la tifoseria rosanero sperava: con un gol del Palermo dopo pochi secondi. Chi se non lui? A sbloccarla dopo tre minuti è Joel Pohjanpalo, rapace in area di rigore sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Palumbo. Colpo di testa imperioso, Pigliacelli battuto, boato del "Barbera". Poi la paura per il doveroso check in sala Var: si valutano eventuali posizione di offside. Un eterno minuto di attesa prima della liberazione.
Ma nulla è ancora stato fatto. Lo sa il Palermo e lo sa anche il Catanzaro, per nulla abbattutto né dimesso dopo il vantaggio rosanero. A metterlo in chiaro prima Pittarello, poi Iemmello e Liberali, che da fuori area provano senza successo ad impensierire Joronen.
Al 16' la prima sostituzione di Inzaghi è forzata: Patryk Peda si fa male alla caviglia, prova a restare in campo ma non ce la fa. Al posto del polacco entra Magnani.
Il copione del match è quello atteso considerando le peculiarità delle due squadre: il Catanzaro manovra, sfrutta la qualità dei suoi centrocampisti per mantenere il possesso e sviluppare il palleggio, il Palermo serra le fila, aspetta compatto il recupero del pallone e parte in contropiede. Ma i giallorossi sanno di avere ancora un vantaggio importante da preservare e con intelligenza non prestano il fianco agli uomini di Inzaghi.
La partita è tesa, tanto in campo, dove qualche fallo di troppo spezzetta spesso il gioco, quanto sugli spalti, con animi tesi perfino in tribuna autorità.
Il brivido arriva a dieci minuti dalla fine del primo tempo, quando i rosa riescono a imbastire in velocità sulla destra: Pierozzi innesca Le Douaron, il francese trova il fondo e crossa teso trovando la deviazione imprecisa di Pigliacelli, ma sulla palla vagante, a porta sguarnita, Pohjanpalo è in ritardo di un soffio.
A inizio ripresa Inzaghi sorprende e al posto di Le Douaron manda in campo Vasic. Dai microfoni del bordocampo de LaB Channel si sentono nitidamente le parole del tecnico al suo calciatore: "È l'occasione della tua vita, Alo, fare gol stasera è l'occasione della tua vita".
C'è tutta la carica che serve, manca un po' di fortuna: a tre minuti dall'inizio del secondo tempo Palumbo prende posizione in area di rigore e in rovesciata beffa Cassandro e Pigliacelli, ma colpisce in pieno il palo.
Quattro minuti dopo è il portiere del Catanzaro con un miracolo a dire di no sulla gran botta dal limite di Ranocchia. Inzaghi deve effettuare un'altra sostituzione forzata: Segre ha fastidio all'adduttore e lascia il campo in lacrime, al suo posto entra Rui Modesto. Con una ripresa ancora tutta da giocare, il Palermo schiera più attaccanti che centrocampisti.
Spinti dall'assetto ultra offensivo, e certamente dal cronometro che scorre, nel giro di dieci minuti i rosanero creano altre tre palle gol con Vasic, Rui Modesto e soprattutto Johnsen, abile a liberarsi con un gioco di prestigio dalla marcatura ma fermato sul più bello da un miracolo in uscita bassa di Pigliacelli. Il Catanzaro prova ad uscire dalla morsa e lo fa prima con Di Francesco, che inventa un gran destro a giro sul quale è bravo e attento Joronen, poi con Favasuli, che al 75' ha la grande occasione per il pareggio ma davanti a Joronen calcia sopra la traversa.
Ma il finale di questa partita non poteva che essere thriller, perché al 89' il Palermo trova il raddoppio: Ranocchia alza testa e lancia dalla trequarti trovando l'inserimento vincente di Rui Modesto. Al terzo minuto di recupero Pierozzi entra duro su Pittarello e viene espulso. È di fatto l'epilogo della semifinale: dopo 96 minuti Palermo-Catanzaro finisce 2-0. Vittoria amara, perché in virtù del 3-0 dell'andata, sono i giallorossi a conquistare la finale dei playoff di Serie B.