Calcio, Serie C
Ierardi (Catania) tra “free soccer” e gol che valgono doppio
«Avanti tutta, ragazzi», parla il difensore che ha atterrato il Lecco l'altra sera al Massimino
Il rendimento di Mario Ierardi come il percorso da montagne russe del Catania. Giornate favolose, altre da dimenticare. Adesso, nel momento clou del play off, Marione c'è. Ed è tornato alla sua maniera. Mai banale. Anzi, è stata un’irruzione in piena regola sulla passerella degli spareggi. Così come ha costruito la doppia proiezione in avanti per segnare la doppietta al Lecco.
LE PRODEZZE. Uno dei due gol è stato etichettato come autorete di Marrone, ma quel 2-2 vale la sua spinta, è stato indirizzato dal difensore che s’era proiettato in area per cercare di rimettere le cose a posto dopo il ribaltone dei lombardi. Il 3-2 resterà una delle azioni più belle, con palla in movimento, della stagione rossazzurra. Jimenez che porta palla, Ierardi che chiede lo scambio stretto con Forte, il diagonale d’altri tempi che batte il pur bravo Furlan.
FREE SOCCER. Fin dal ritiro di Norcia, le partitine in famiglia ma anche le amichevoli di Ierardi sono state etichettate come generose, con cinque minuti di follia durante i quali il difensore destro si proiettava in avanti alla ricerca di occasioni propizie per concludere a rete. Una sorta di free soccer che il tecnico Toscano ha pian piano cercato di indirizzare in un certo modo. Un cavallo imbizzarrito si doma poco alla volta, ma quei cinque minuti restano la piena espressione del calcio senza schemi e genuino, pensato più con il cuore che con la sagacia tattica. In una squadra ci sta uno come Ierardi: forza fisica, generosità, a volte anche colpi di testa. Ma non solo al pallone. Un ragazzo che abbina sincerità con voglia di arrivare.
SULL’ALTALENA. Il campionato di Marione com’è stato? Sofferto, una sorta di altalena tra buone notizie e stop improvvisi. Tra grandi gesti e squalifiche lunghe, tra crescita totale e infortunio da curare sotto i ferri. Riassumendo: fino al turno numero 12, il laterale destro era stato sempre in campo da titolarissimo. Contro la Casertana fuori casa, il 31 ottobre, si fece cacciare per aver scalciato un avversario nell’area avversaria. Non un fallo salva risultato, ma un gesto kamikaze evitabile. Risultato: 4 turni di stop, con in coda l’intervento di ernia che era stato - a quel punto - programmato. Nove gare assente, un rientro graduale. I gol al Foggia, al Monopoli e al Siracusa prima dello stop non sono rimasti gesti isolati. Ritorno in panchina e promozione sul campo, eccolo agli spareggi, Ierardi. Di nuovo a destra, di nuovo a segno. Due volte.
FELICITÀ SOTTO LA CURVA. Ieri Mario è rimasto in silenzio, ma sotto le curve ha liberato per un attimo la sua euforia. “Andiamo, Catania” urlava e poi “Ronaldinho” per ironizzare sul 3-2 appena firmato. Con un’espressione che è la summa di tutti i sentimenti che la squadra ha vissuto dopo il 90’. Ad Ascoli il Catania avrà un Marione in più. Ispirato, pronto a sbizzarrirsi. Magari pensando a non prenderle dai bianconeri, come prima regola. Poi, chissà se sganciandosi...