Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
23 maggio 2026 - Aggiornato alle 08:16
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Svolta arbitri in Spagna: le designazioni e le valutazioni le farà l'Intelligenza Artificiale

La rivoluzione di Javier Tebas: dalla prossima stagione un software determinerà il 40% del voto dei direttori di gara. Obiettivo: spegnere i sospetti e la soggettività umana

23 Maggio 2026, 00:01

00:10

Svolta arbitri in Spagna: le designazioni e le valutazioni le farà l'Intelligenza Artificiale

Il calcio spagnolo si prepara a una rivoluzione discreta ma potenzialmente dirompente. Dalla prossima stagione, l’intelligenza artificiale non interverrà per assegnare rigori, annullare reti o sostituire il VAR: entrerà invece nelle stanze del potere per incidere in profondità sul futuro dei direttori di gara.

Javier Tebas, presidente di LALIGA, ha presentato un progetto ambizioso per affrontare alla radice uno dei nodi storici del pallone: la soggettività dei giudizi e la conseguente sfiducia verso le istituzioni.

Oggi la performance di un arbitro in Spagna è valutata dall’“intelligenza naturale” degli osservatori e del Comité Técnico de Árbitros (CTA), un impianto tradizionale ma esposto a pressioni mediatiche, interpretazioni non omogenee e sospetti di disparità.

La novità voluta da Tebas affida a un modello algoritmico la costruzione di una griglia di valutazione oggettiva, destinata a pesare per almeno il 40% sul voto finale dei fischietti iberici. Il cuore del sistema è la forza dei dati: l’addestramento dell’IA poggerà su un archivio di circa 11.000 partite. Un patrimonio statistico che consentirà di misurare coerenza disciplinare, posizionamento in campo e gestione di casistiche ricorrenti, generando indicatori comparabili su larga scala. Non si tratterà solo di stilare “pagelle”, ma di trasformare l’algoritmo in uno strumento di crescita professionale, capace di individuare errori ripetuti e lacune formative all’interno della classe arbitrale.

L’innovazione toccherà anche il terreno delicato delle designazioni. Il modello non si limiterà a valutare il passato: analizzerà i precedenti tra arbitri e club, nonché eventuali controversie pregresse, per proporre una rosa pre-selezionata di due o tre nomi per ciascuna gara. La decisione finale resterà agli organi della RFEF, ma il filtro tecnologico “data-driven” mira a disinnescare tensioni e sospetti prima ancora del fischio d’inizio.

Questa svolta si inserisce in un più ampio processo di modernizzazione: dalla RefCam al fuorigioco automatizzato, fino al primo contratto collettivo per gli arbitri