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Calcio

Baiocco spinge il Catania: "Il gruppo unito sarà l'arma in più"

L'ex mediano, incontrato a Perugia, presenta la sfida di Ascoli: "I tifosi restano sempre nel mio cuore". Ecco cos'ha detto nell'intervista esclusiva

23 Maggio 2026, 22:56

23:00

Davide Baiocco, ex capitano del Catania

Davide Baiocco, ex capitano del Catania (Foto Galtieri)

Nel programma di viaggio che ci ha portati ad Ascoli siamo transitati da Perugia per incontrare Davide Baiocco, capitano mai dimenticato della Serie A. E l’ex mediano ha presentato in esclusiva la partita di oggi con la solita schiettezza e con ricordi del suo passato all’ombra dell’Etna che emozionano una volta di più.

Che partita sarà quella di Ascoli?

"Bella e difficile, tosta, perché tutte le squadre che sono arrivate in semifinale play off sono forti. In più l'Ascoli ha disputato una parte finale di stagione importante, completando quasi un grande recupero sull'Arezzo. Ed era riuscito ad arrivare al primo posto (poi sfumato, ndr), quindi sicuramente è una squadra quadrata, una squadra che ha qualità, ma quella ce l’hanno tutte".

Anche l’altra semifinale sarà equilibrata.

"Tutte le squadre che sono arrivate fin qui esprimeranno la propria forza e quindi si dovrà stare sempre attenti".

Il Catania ha un vantaggio, come ha sempre sostenuto.

"Giocare la seconda al Massimino, in casa. Però la squadra rossazzurra non deve andare ad Ascoli pensando al pareggio, ma giocando come ha fatto col Lecco. In maniera coraggiosa, provando a far gol perché riuscire a fare un gol in trasferta ti dà un doppio vantaggio".

A Catania la chiamano sempre capitano e non Davide. A distanza di quasi vent'anni è gratificante.

"Ormai sembra retorica, ma per me Catania non è stata una piazza dove ho giocato, ma è casa. È il luogo in cui ho scambiato emozioni indelebili con la gente, la città a cui mi sono legato, oltre il calcio, dove ancora praticamente mi sento come se fossi un giocatore del Catania. Questo credo che in poche occasioni si riesca a creare una sinergia, un'unione così forte".

Quanti ricordi, ne citi uno tra i mille.

"Mi è capitato di ricordare, per far capire a chi me lo chiede quanto è potente l’effetto Massimino, la sfida interna col Piacenza. Da 0-1 abbiamo vinto 3-1. Gli ultimi dieci minuti praticamente li abbiamo giocati tutti quanti in avanti e in trance agonistica. Praticamente non noi, ma i venticinquemila del Massimino ci hanno permesso quel ribaltone. Quindi quando devo far capire agli altri che non l'hanno vissuto quanto forte sia il vantaggio di giocare al Massimino, mi viene in mente sempre quella partita".

E il discorso in mezzo al campo, a Bologna, prima della sfida salvezza col Chievo il primo anno di serie A?

"Il famoso discorso durante il riscaldamento è rimasto iconico per tutti e anche per me. Diciamo anche quello, fatto in trance, rivivendo tutto tutti quei sei mesi terribili che abbiamo superato come squadra, e cercando di far capire ai miei compagni quello che dovevamo mettere in campo per riuscire a raggiungere questo traguardo che era estremamente difficile. Due risultati contro uno solo del Chievo. Anche lì è stata, secondo me, non una mezza impresa, ma una grande impresa".

Forse l'impresa più grande a livello di gruppo squadra.

"Forse sì, più della vittoria del campionato per come si erano complicate le cose, quindi questa è la forza del gruppo che servirà anche in queste partite dei play off".

Questo è certo.

"Il gruppo incide oltre la compattezza, i principi di gioco, anche la tenuta fisica che si ha. Questa unione di gruppo, questo spirito di sacrificarsi l'uno per l'altro, questa unità d'intenti, questa forza che ti fa andare oltre l'ostacolo l’abbiamo creata sia quando abbiamo vinto il campionato che quando ci siamo salvati. Io spero possa fare la differenza anche per il Catania in questi playoff".