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Calcio

Play off di Eccellenza, Sicilia a due velocità: l’Avola vede la finalissima, il Kamarat è chiamato all’impresa

Due volti del calcio siciliano: Avola ipoteca la finalissima con un netto 3-0 all'Angelo Cristofaro, il Kamarat chiamato a un'impresa nel ritorno dopo il 2-0 a Trebisacce

24 Maggio 2026, 20:13

20:21

Play off di Eccellenza, Sicilia a due velocità: l’Avola vede la finalissima, il Kamarat è chiamato all’impresa

L'esultanza dell'Avola a fine partita (foto Francesco Testa)

Una domenica da leggere in chiaroscuro per il calcio siciliano nei play off nazionali di Eccellenza. Da una parte c’è l’entusiasmo travolgente dell’Avola, che al “Meno Di Pasquale” ha messo una seria ipoteca sulla qualificazione alla finalissima grazie a un netto e meritato 3-0 contro i lucani dell’Angelo Cristofaro. Dall’altra, invece, c’è l’amarezza del Kamarat, sconfitto 2-0 sul campo del Trebisacce e adesso obbligato a una vera e propria impresa nel match di ritorno.

L’immagine che esce da questa semifinale d’andata è quella di una Sicilia a due facce, capace di esaltarsi con una prestazione autoritaria e concreta, ma anche costretta a inseguire quando il margine d’errore ormai si è ridotto al minimo.

Avola, tre colpi e semifinale indirizzata

L’Avola ha fatto tutto quello che doveva fare, e forse anche qualcosa in più. In un “Meno Di Pasquale” vestito a festa, la formazione rossoblù ha approcciato la gara con personalità, intensità e grande lucidità, riuscendo a chiudere di fatto i conti già nel primo tempo. Le reti di Alfò, Figini e Dos Santos hanno certificato una superiorità evidente, sia sul piano del gioco sia sotto il profilo mentale.

Il 3-0 non è soltanto un risultato largo: è la fotografia di una squadra che ha saputo interpretare la partita con maturità, senza frenesia ma con feroce concretezza. In gare di questo tipo, dove ogni episodio può cambiare l’equilibrio della doppia sfida, l’Avola ha avuto il merito di colpire nei momenti giusti e di non concedere spiragli agli avversari.

Adesso la finalissima nazionale appare davvero vicina. Guai però a pensare che il discorso sia già chiuso: nel calcio, e soprattutto nei play off, abbassare la guardia è l’errore più pericoloso che si possa commettere. L’Angelo Cristofaro proverà certamente a giocarsi tutto nel ritorno, aggrappandosi all’orgoglio e al fattore campo. L’Avola, però, ha dimostrato di avere struttura, qualità e soprattutto una identità precisa. Se saprà gestire con intelligenza i novanta minuti di ritorno, il sogno Serie D potrà davvero diventare una prospettiva concreta.

Kamarat, adesso serve il cuore oltre ogni limite

Di segno opposto il pomeriggio del Kamarat, uscito sconfitto per 2-0 dalla trasferta di Trebisacce. Un passivo pesante, perché costringerà i siciliani a un ritorno praticamente perfetto. Ribaltare due gol in una semifinale nazionale non è impossibile, ma serviranno intensità, coraggio, qualità e una spinta ambientale capace di trascinare la squadra oltre i propri limiti.

Il Kamarat adesso è con le spalle al muro, e forse proprio per questo dovrà trovare dentro di sé energie nuove. In partite del genere non basta giocare bene: bisogna saper reggere la tensione, restare dentro la gara anche nei momenti di difficoltà e trasformare ogni episodio in un’opportunità. Servirà un approccio aggressivo ma intelligente, perché la fretta può diventare cattiva consigliera. Occorrerà segnare, ma senza perdere equilibrio.

La sensazione è che il ritorno sarà una sfida prima di tutto mentale. Il Trebisacce partirà con il vantaggio e con la serenità di chi sa di poter amministrare, mentre il Kamarat dovrà avere la forza di crederci dal primo all’ultimo minuto. Perché le imprese, nel calcio, nascono spesso proprio da situazioni che sembrano disperate.

Novanta minuti per scrivere il destino

Fra sette giorni si deciderà tutto. L’Avola è a un passo dalla finalissima e dovrà soltanto completare l’opera con la stessa attenzione mostrata all’andata. Il Kamarat, invece, dovrà riscrivere il copione con una prova da battaglia, di quelle che restano nella memoria.

La Sicilia, dunque, continua a sperare, ma lo fa con due stati d’animo diversi: la fiducia quasi piena per un’Avola che ha lanciato un segnale fortissimo, e l’attesa carica di tensione per un Kamarat chiamato a sfidare i pronostici. In entrambi i casi, il traguardo resta lo stesso: quella finalissima che vale un pezzo di stagione e che avvicina al grande salto in Serie D.