serie A
L'ultimo ballo di Conte al Maradona? Il Napoli vince, ma il futuro è un rebus
Gli azzurri stendono l'Udinese 1-0 e si prendono il secondo posto. Intanto prende quota la clamorosa ipotesi di un ritorno alla Juventus o dell'approdo in Nazionale per il tecnico
Il Napoli saluta il proprio pubblico al “Maradona” con un successo di misura: 1-0 sull’Udinese, risultato che consegna agli azzurri il definitivo secondo posto alle spalle dell’Inter.
Eppure, nonostante i festeggiamenti per la medaglia d’argento di questa Serie A, sotto il Vesuvio aleggia l’ombra di un addio. Al centro della scena c’è Antonio Conte, il cui futuro sulla panchina partenopea non è mai apparso così incerto.
La sfida con l’Udinese, decisa al 24’ del primo tempo da un guizzo di Rasmus Hojlund su pregevole invito del subentrato Kevin De Bruyne, ha assunto a tratti i contorni di una passerella conclusiva.
Pur frenata in avvio dai prematuri problemi muscolari di Alisson Santos e Lobotka, la squadra di Conte ha saputo gestire i ritmi per l’intero arco del match.
Un dettaglio ha avuto il sapore del congedo: nei minuti finali, con il risultato al sicuro e i friulani in dieci per l’espulsione di Kabasele, il tecnico leccese ha concesso l’esordio stagionale a Nikita Contini, terzo portiere fin lì mai impiegato.
Ora, però, l’attenzione trasloca dai novanta minuti ai corridoi del mercato.
Il destino di Antonio Conte è, a tutti gli effetti, un “rebus” in attesa di una decifrazione ufficiale.
Secondo le indiscrezioni circolate in questi giorni, gli scenari sul tavolo sono molteplici e potenzialmente clamorosi.
Le piste principali sono tre. La prima contempla la permanenza a Napoli, per dare continuità al progetto tecnico. La seconda riguarda un forte interesse della Nazionale italiana. Ma è la terza a far tremare maggiormente l’ambiente: prende corpo l’ipotesi di un ritorno di Conte alla Juventus. Questa “pista bianconera” sarebbe legata a un eventuale addio di Luciano Spalletti alla Vecchia Signora e dipenderebbe, in larga misura, dai delicati equilibri in FIGC e dalle scosse di assestamento del “terremoto juventino” innescato da un recente flop interno. Il campionato è terminato, ma la partita decisiva, quella per la panchina azzurra, è soltanto all’inizio.