Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
25 maggio 2026 - Aggiornato alle 00:12
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Tribuna stampa

L'anticalcio di Allegri manda il Milan fuori: rivoluzione panchine, Roma rialza la testa e Como in Champions

Dal flop dei rossneri la bufera su Max, ai trionfi di Roma e Como: panchine in bilico, mercato in fermento e risultati che ridisegnano la Serie A

25 Maggio 2026, 00:12

L'anticalcio di Allegri manda il Milan fuori: rivoluzione panchine, Roma rialza la testa e Como sogna l'Europa

I verdetti sono sorprendenti, ma appartengono a una logica. L’anticalcio spesso espresso da Allegri portano il Milan fuori dalla Champions. Una prestazione orribile fin dal primo minuto, la conferma che quando non dai un gioco alle tue squadre prima o poi ti presentano il conto. Il Cagliari nell’ultima mezz’ora avrebbe potuto segnare 4 gol, mentre il Milan improvvisava calcio e balbettava schemi inesistenti. Quindi, se ti presenti così non può essere una sorpresa se ti prendono dal bavero e ti sbattono fuori.

La Roma ha rispettato il pronostico dopo qualche difficoltà iniziale, ma il filotto nel momento strategico della stagione più un grande Malen hanno dato un senso agli investimenti dei Friedkin. Il Como che balza nell’Europa che conta, cinquina facile sulla ruota di Cremona, è la sintesi di una società ricchissima che ha trovato un allenatore vero (Fabregas) e un direttore sportivo (Ludi) capaci di stare in totale sintonia.

Alla Juve non basta pareggiare il derby con un doppio Vlahovic, le percentuali erano sotto il cinque per cento alla vigilia: sarà Europa League, come per il Milan. Adesso diventerà importante dare a Spalletti, che ha sempre avuto la fiducia di Elkann, le carte giuste per non restare spiazzato quando bisogna mettere personalità e leadership.

La salvezza del Lecce è come se fosse uno scudetto, la Cremonese che torna in B la sintesi di troppi stranieri acquistati la scorsa estate senza un minimo ritorno.

Da oggi entreremo nel vivo del “quiz panchine” anche se molte cose non sono avvolte nel mistero. Allegri aspettava le garanzie oltre un prolungamento di contratto che sarebbe scattato automaticamente (nuova scadenza 2028) con la qualificazione alla prossima Champions. Invece, un flop clamoroso. Max aveva un solo desiderio: lavorare senza essere bypassato, com’è accaduto in più di qualche occasione nelle ultime sessioni di mercato. Molto spesso sono stati sul punto di chiudere acquisti non consultandolo, omissione grave: possiamo anche aggiungere che il solo Rabiot è stato farina del suo sacco. Ma adesso potrebbe essere il Milan a liberarsi di Max, il profitto è insufficiente (un fallimento), il Napoli pronto a inserirsi, ma Cardinale fino a ieri aveva la precedenza e così De Laurentiis si stava cautelando - tra gli altri - soprattutto con Italiano. A maggior ragione dopo gli indugi di Sarri che non era troppo convinto di un ritorno dalle parti del Maschio Angioino. Da giorni il Comandante ha aperto completamente le porte all’Atalanta per un contratto biennale più eventuale opzione. Prima Sarri dovrà liberarsi dalla Lazio, al netto di rapporti come minimo difficili con Lotito, che sta seguendo Gattuso, Palladino e Pisacane. Forse in ordine alfabetico e forse no, Ringhio era stato un candidato attendibile sia l’anno scorso di questi tempi che durante il ciclo di Simone Inzaghi.

La Fiorentina continua a marcare Grosso, al Sassuolo piace molto Abate ma occhio al Torino: non trascorrerà molto tempo prima di avere tutti gli incastri.

C’è anche il giro dei direttori sportivi da completare, nel frattempo Gasperini ha la certezza che gli costruiranno una Roma sempre più a sua immagine e somiglianza. E gli acquisti dovranno essere alla Malen, in modo che il piazzamento Champions sia la base minima per un futuro sempre più giallorosso.