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SERIE C play off

Catania strapazzato ad Ascoli: le quattro sberle che danno l'addio (o quasi) alla serie B

Umiliazione nelle Marche: rossazzurri travolti, finisce 4-0, tattica rinunciataria di Toscano mette a rischio il ritorno al Massimino

25 Maggio 2026, 00:17

Catania strapazzato ad Ascoli: le quattro sberle che danno l'addio (o quasi) alla serie B

Una definizione calzante? Solo una: “umiliati”. In ogni accezione. Sul piano del gioco – inesistente per i rossazzurri –, nel conto delle reti subite – e l'Ascoli avrebbe potuto segnarne almeno altre quattro –, nell'atteggiamento via via più remissivo, tramutatosi in autentico terrore man mano che i bianconeri affondavano i colpi.

Inutile aggrapparsi alle speranze: il Catania incassa un 4-0 esterno e rischia di essere fuori dai playoff ancor prima del ritorno al Massimino.

Non perché incapace di giocare, ma perché l'Ascoli si è rivelato nettamente superiore e più granitico nella fase offensiva. Partita chiusa.

Scelta tattica rischiosa. Toscano ha impostato la gara per contenere l'irruenza marchigiana: margini d'alternativa, in apparenza, non ce n'erano.

Nella prima semifinale playoff, l'Ascoli ha occupato stabilmente la trequarti come da pronostico, trasformando il primo tempo in un assedio a senso unico.

I rossazzurri non solo non sono mai riusciti a pungere nei 45 minuti, ma si sono affacciati nei pressi dell'area avversaria appena in un paio di circostanze, senza mai concludere.

Devastanti gli esterni. A destra Alagna e Silipo, a sinistra Guiebre e D'Uffizi hanno tenuto bloccati Casasola e Celli – preferito per garantire più gamba nelle ripartenze e nei ripiegamenti.

Tutto corretto sulla carta, ma il palleggio rapido dell'Ascoli, che avviava l'azione dal basso con l'ex Curado, ha eluso sistematicamente la mediana etnea, aprendo sugli out dove gli esterni sono piombati a tutta velocità.

Soprattutto Silipo sulla corsia di destra. Tiro al bersaglio.

Fino al gol di Corradini, il primo tempo è scivolato con il pressing continuo dei bianconeri. Pieraccini ha salvato sulla linea almeno tre volte, in particolare su D'Uffizi.

Sulla fascia mancina il Catania è rimasto isolato: Cicerelli, braccato e ben schermato, non è mai riuscito a incidere, privato del suo estro negli ultimi venti metri.

A ridosso dell'intervallo, la gara si è sbloccata: Corradini ha insaccato su assist di D'Uffizi.

Crollo nella ripresa. La qualificazione del Catania è sostanzialmente naufragata in avvio di secondo tempo.

I bianconeri hanno continuato ad affondare senza tirare il fiato: raddoppio di Guiebre in diagonale, poi tris di Gori, con i compagni quasi a contendersi il tiro al limite dell'area prima della stoccata decisiva.

Timida la reazione etnea: squadra più alta, due corner consecutivi, ma nessuna reale pericolosità.

Assalto finale, a vuoto. Toscano ha inserito Caturano, uno degli ex, alla ricerca almeno del gol della bandiera in vista del ritorno di mercoledì.

Un paio di calci d'angolo, qualche mischia, poco altro. Sul cross di Jimenez da destra, Caturano ha solo sfiorato: colpo di testa alto.

L'Ascoli, nel finale, ha rallentato per gestire le energie, mentre il Catania, con Bruzzaniti, ha provato invano a trovare varchi.

E mercoledì? Al Massimino saranno in 20 mila: i biglietti erano andati a ruba in fiducia, prima di questa serata da incubo.

Che cosa accadrà? I miracoli esistono, nel calcio assai meno. Sarà una festa di tifo e orgoglio o il preludio a una contestazione? Lo scopriremo sul campo.

Intanto cala il sipario su una pena sportiva consumata ad Ascoli, tra tifosi bianconeri in estasi e colleghi in tribuna stampa su toni da curva.

È la Serie C, nel bene e nel male. E con ogni probabilità ci tornerà addosso tra qualche mese.