Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
26 maggio 2026 - Aggiornato alle 00:22
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Calcio, Serie C

Il Catania tra incubi e una reazione. E il “Massimino” si riempie sempre più

Dopo il ko di Ascoli la squadra è tornata ad allenarsi. Il pubblico continua ad acquistare i tagliandi per gara-2

25 Maggio 2026, 21:40

21:41

La delusione del Catania ad Ascoli

La delusione del Catania ad Ascoli

Quasi 20mila biglietti venduti. Quasi perché la prelazione per gli abbonati scaduta domenica ha portato una parte di sostenitori del Catania a non comprare il tagliando nei settori di tribuna centrale ed Elité, mentre curve e tribuna B sono ormai sold out grazie alla riapertura della prevendita. Non è il numero che incide, perché alla fine lo stadio sarà affollato com’è sempre accaduto e non solo per le sfide più importanti. E, poi, chi oggi blatera sui social dicendo che diserterà la gara alla fine vorrà esserci. E’ il clima che si verrà a creare in gara-2 delle semifinali play off. Il confronto della lotta, della speranza, il duello con il tentativo di andare oltre si è trasformato in incubo.

Sperare di ribaltare il 4-0 sembra, adesso, fantascienza. Nel calcio esistono giornate strane, ma per i miracoli il Catania visto ad Ascoli non sembra attrezzato. Perché non vince in casa dal 22 febbraio (1-0 al Giugliano), perché nelle ultime due partite (Lecco e in casa dell’Ascoli) ha beccato 7 gol. Perché contro un avversario che sviluppa gioco dal centrocampo in su alla velocità della luce è difficile trovare la soluzione tattica per arginare e ripartire con lo stesso passo da marziani. Perché il gruppo etneo è stanco. La frase di Toscano è significativa: «Ho tentato di tirare il collo ai giocatori, ma abbiamo dato tutto» il suo pensiero subito dopo la partita del Del Duca.

Ha provato, il Catania, a resistere in una partita surreale. Chiara l’idea di chiudere sullo 0-0 il duello impari, visto l’incedere dell’Ascoli, per poi sfruttare l’effetto Massimino in gara-2. E anche dopo l’1-0 la squadra di Toscano – visibilmente inferiore in ogni zona del campo – ha tentato di limitare i danni. Missione ampiamente fallita.

Cosa aspettarsi domani sera? Rabbia, contestazione o attesa degli eventi per poi tracciare il bilancio definitivo al triplice fischio? La rabbia, il giorno dopo il confronto, è ancora palpabile. Un gruppo di tifosi ha provato ad aspettare la squadra al rientro dal volo Charter decollato da Pescara a tarda sera e atterrato nella notte per un confronto. Incontro ravvicinato che non è stato portato a termine.

Domani, invece, sarà inevitabile. Giocatori in campo, pubblico sugli spalti a pochi metri. Non ci aspettiamo un’accoglienza all’insegna del “forza ragazzi” ma ogni giudizio è sospeso per 90 minuti. Bisognerà osservare l’impatto sulla partita, il rendimento al di là del risultato. Gli ottimisti compongono strategie su carta: «Se facciamo subito l’1-0...» Lo stato delle cose è di tutt’altro tenore, ma aspettiamo. Aspettiamo.

I giocatori giurano che daranno l’anima per provarci (la frase finale di Di Tacchio dopo che il capitano ha chiesto scusa ai tifosi e alla città). Magari sbloccandola subito e mettendo ansia ai bianconeri. Sulle ipotesi più ottimistiche si costruisce ben poco, la realtà maturata nelle scorse ore è di una gara giocata a porta romana, con un atteggiamento imbarazzante, con una manifesta incapacità di reagire man mano che l’Ascoli usava il pallottoliere per tenere il conto delle realizzazioni.

Vero è che il Casarano, durante i play off, aveva perso in casa 2-0 contro il Renate ed è andato a vincere 3-0 fuori casa passando il secondo turno degli spareggi. Ma la base di partenza tattica e mentale di Ascoli e Catania è di ben altro livello.

Oggi ovviamente non ci sarà una vigilia “parlata” e il club rimarrà in silenzio. Rifinitura, la conta di chi sta meglio degli altri, con occhi puntati sulle condizioni non ideali di Cicerelli e di Casasola. Jimenez era diffidato e salterà la partita di ritorno contro i marchigiani.