il personaggio
Chi è Marco Leonardo Basoccu, il commercialista ultras ferito negli scontri prima di Torino - Juventus
Nato a Torino, cresciuto a Casale e professionista a Milano. Ha 36 anni e fa parte dei Viking. E' ricoverato in terapia intensiva dopo gli scontri al cardiopalma prima del derby
Dietro fumogeni, cariche e lanci di oggetti che hanno deturpato il prepartita del derby Torino-Juventus del 24 maggio 2026, è emerso in poche ore un volto diventato simbolo di una domenica di ordinaria follia. È quello di Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, la cui vicenda smentisce i consueti stereotipi associati alla violenza negli stadi.
Torinese di nascita e cresciuto a Casale Monferrato, Basoccu ha frequentato il liceo Palli e ha indossato la maglia del settore giovanile del Casale. Oggi risiede a Milano, dove conduce un’esistenza apparentemente distante dalle dinamiche di strada: fa il commercialista e mantiene rapporti familiari descritti come molto solidi.
Una biografia segnata da una “traiettoria ordinaria” tra studi e professione, intrecciata però a una passione totalizzante per i colori bianconeri. Basoccu è infatti un membro attivo dei Viking, storico gruppo del tifo organizzato juventino con base nel capoluogo lombardo.
Proprio questa forte appartenenza lo ha condotto, nel tardo pomeriggio intorno alle 17, nei pressi dell’Olimpico Grande Torino, dove il flusso contrapposto delle tifoserie ha innescato una vera e propria guerriglia urbana.
In uno spazio compresso, tra sassaiole, bottiglie e bombe carta per quasi un’ora, la vita del professionista ha subito una brusca frattura: è stato raggiunto alla testa da un corpo contundente, la cui natura resta da accertare.
Da spettatore in attesa della partita, Basoccu è finito in rianimazione all’ospedale Molinette. Sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico di circa due ore e mezza per un gravissimo trauma cranico, è ora in condizioni stabili, ma la prognosi rimane rigorosamente riservata: non si registra un deterioramento immediato del quadro, tuttavia l’uomo non è considerato fuori pericolo.
Nel frattempo, la comunità dei Viking lo sostiene con messaggi online — “Forza Marco! Siamo sempre con te” — mentre i familiari chiedono chiarezza. Il padre ha contestato pubblicamente l’ipotesi che a provocare lesioni tanto devastanti sia stata una semplice bottiglia di vetro, giudicandola incompatibile con l’entità del trauma. Circolano anche le piste di un possibile impatto con un lacrimogeno o con un sasso.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per lesioni gravi. Gli investigatori stanno esaminando le riprese dei droni e delle telecamere per dissipare la nebbia narrativa e risalire ai responsabili di questa tragedia.