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Calcio

Siracusa al capolinea: la crisi giudiziale sospende il futuro, ultima chiamata il 16 giugno

Società sull'orlo del baratro: dopo la retrocessione in Serie D, debiti con fisco, previdenza e fornitori e il 16 giugno l'ultima chance per evitare la liquidazione giudiziale

28 Maggio 2026, 16:33

Siracusa al capolinea: la crisi giudiziale sospende il futuro, ultima chiamata il 16 giugno

Il Siracusa Calcio 1924 si trova sull'orlo del baratro. Dopo la retrocessione in Serie D avvenuta il 26 aprile, la società è ora di fronte al rischio concreto della liquidazione giudiziale, una prospettiva che minaccia di cancellare la storia del club azzurro.

L’orologio del Tribunale di Siracusa segna una scadenza perentoria: il giudice Federico Maida aspetterà fino al 16 giugno, termine ultimo per il club per sanare le posizioni debitorie più urgenti. La società è chiamata a corrispondere le spettanze relative a fiscalità, previdenza, il fondo fine carriera degli atleti e i debiti con i fornitori.

Il procedimento di liquidazione giudiziale, avviato a seguito di istanze di fallimento, vede al momento sei creditori formalmente costituiti (tutti procuratori). Tuttavia, l’attesa è per l’insinuazione di altri soggetti: si attendono in particolare altre richieste da parte di fornitori e dello staff medico del Siracusa.

L'eredità di una crisi annunciata

L'attuale scenario è il tragico epilogo di una stagione calcistica fallimentare, che ha visto la retrocessione del club di pari passo con la crisi societaria. Già nei mesi precedenti, il Siracusa era scivolato in una crisi "ancora più profonda", culminata con il fallimento della gestione del presidente Alessandro Ricci.

Il club, fin da dicembre, aveva vissuto nell’incubo di pesanti penalizzazioni in classifica per i mancati versamenti di contributi e ritenute. A febbraio, prima della retrocessione, il Siracusa rischiava già una "doppia stangata", con la possibile somma di due procedimenti per irregolarità nei pagamenti che avrebbero potuto portare il conto complessivo a nove o dieci punti di penalizzazione.

Nonostante l’arrivo di fondi promessi in più momenti per coprire gli stipendi, l’incapacità di regolarizzare i versamenti entro i termini perentori imposti dalle autorità sportive ha creato un solco insanabile, aggravando la situazione finanziaria del club e il suo destino sportivo. I tifosi avevano già espresso il loro malumore, invitando il presidente Ricci a cedere rapidamente la società visti i rischi manifestati.

Oggi, con la retrocessione in Serie D già sancita e i fantasmi di una gestione fallimentare, il Siracusa Calcio si aggrappa disperatamente alla data del 16 giugno per evitare di "affondare" definitivamente e per cercare un futuro solido che prescinda, per il momento, dalla categoria di appartenenza.