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29 maggio 2026 - Aggiornato alle 19:40
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Calcio, Serie C

Il Catania come al solito ha scelto la via del silenzio: cosa c’è dietro l’ennesimo fallimento della stagione

Errori della società, del tecnico, sconfitte evitabili, il mercato di gennaio inadeguato rispetto alle ambizioni e tanto altro ancora. Vi raccontiamo tutto

29 Maggio 2026, 04:19

10:56

Ierardi e Pieraccini

Ierardi e Pieraccini in lacrime dopo la fine dei play off per i rossazzurri (Foto Galtieri)

Il silenzio del giorno dopo, dalle parti dello stadio Massimino, fa male. Più di una reazione di pancia, di un pugno sul tavolo dopo una stagione gettata alle ortiche.

SILENZIO ASSOLUTO. Ai silenzi del Catania la piazza s’è abituata. Nei momenti in cui c’è da spiegare nessuno si prende la briga dando adito a mille ipotesi e altrettante illazioni. Si è andati avanti così per quasi tutto il campionato sperando in una svolta che non c’è stata. Magari per porre fine a un crollo, quello della squadra alla fine del girone d’andata, che è culminato col il +12 del Benevento sulla squadra di Toscano.

IL GIORNO DOPO. Fino a pomeriggio inoltrato Pelligra non era in sede. Peccato. Avrebbe dovuto riunire tutti i suoi uomini e metterli al muro per capire perché, dietro un esborso milionario, s’è registrato l’ennesimo flop. La gestione del club che non raccoglie risultati. Perché il secondo posto è un bel traguardo, ma se si “legge” dopo il primato perso contro Sorrento, Siracusa, Cerignola, Potenza diventa poco giustificabile.

SOLDI SPERPERATI. In queste due stagioni i dirigenti hanno preso il miglior allenatore della C che qui ha fallito. Hanno comprato pagando fior di contratti - molto al di sopra della media - i migliori giocatori della categoria che hanno fallito. Non hanno badato a spese nel momento in cui c’era da portare la squadra a Veronello o in charter a Pescara per giocare contro l’Ascoli. Tutto inutile. La strategia sulla carta era quella giusta. Perché non ha funzionato? Gli infortuni hanno avuto un peso importante (Aloi, Di Gennaro, Cicerelli, Forte soprattutto). Ma sul mercato sono arrivati giocatori non adeguati al fine ultimo: la vittoria del campionato. Tanto è vero che Ponsi è scivolato fuori lista, Cargnelutti è stato impiegato in appena 4 occasioni senza brillare, Miceli ha fatto il possibile ma non era Di Gennaro, Di Noia era un doppione di Di Tacchio e non ha lasciato ricordi indelebili, così come Bruzzaniti non adatto alla piazza di Catania. Sono mancati un centrocampista come Aloi, capace di spingere, un regista vero. Ed è mancato Caturano, uomo da doppia cifra e con un triennale pesante che ha giocato poco e ha segnato meno. Gli acquisti di gennaio non andavano a genio a Toscano e hanno rotto certi equilibri nello spogliatoio.

IL METODO TOSCANO. Se Catania in due stagioni non vince con il tecnico che aveva dominato cinque campionati, c’è un problema. Nella costruzione della squadra? Nel rapporto con i giocatori? Nel dialogo con i dirigenti? Lo stesso Toscano quando ha dichiarato che a gennaio s’era rotto qualcosa e non è stato facile ricostruire il quadro d’insieme perché ha accettato di tornare dopo l’esonero? Perché non è stato mandato a casa dopo l’1-3 col Sorrento? Perché s’è incaponito a giocare senza regista? Perché alla fine della gara di ieri l’altro ha scaricato tutto su squadra e dirigenza senza alzare la mano e chiedere scusa alla piazza?

IL SIGNOR NO. Lo abbiamo scritto stamane su lasicilia.it e ce lo chiediamo ancora oggi: perché in trasferta non sono andati l’addetto stampa, il fotografo e il videomaker? Pagati ma non utilizzati mentre in viaggio c’erano anche altre figure dirigenziali più o meno utili? Perché non è stato permesso di sentire Biagianti allenatore della Primavera quando la squadra ha raggiunto le finali dei play off? Forse perché è un personaggio amato e troppo ingombrante? Perché la vittoria del Catania Women è stata celebrata con dieci righe di comunicato e una giusta passerella allo stadio ma senza altre manovre (interviste, per esempio) che potessero celebrare questa impresa? Perché dalla doppia trasferta di Benevento e Salerno non è stato più possibile intervistare i giocatori se non alla fine delle partite? Se la memoria non ci tradisce il dg è tale Alessandro Zarbano, ex impiegato di banca, braccio destro di Preziosi a Genova che avrebbe dovuto e potuto alleviare la mole di lavoro di Grella permettendo al club di valorizzare quel che di buono è stato fatto al di là della prima squadra. I silenzi hanno dominato la stagione. Sembriamo di fronte al “signor no” che affiancava Mike durante i quiz in tv. Lo ricordate? Noi sì e ci vien da ridere. Amaramente.

IL DIESSE. Ivano Pastore è stato allontanato a due giornate della fine della stagione regolare. Perché? I rinforzi di gennaio li ha presi lui senza concordare con il club? Difficile pensare una cosa del genere e se così fosse stato lo avrebbero defenestrato il 31 gennaio. Perché quando è stato scelto Viali come sostituto di Toscano, Pastore era a casa, spedito a riposo mentre avrebbe dovuto essere presente alle trattative visto il ruolo? Misteri che hanno risposte, nomi e cognomi: Grella e Zarbano. Avranno deciso loro o è stato colui che porta il pane con la lapa? Aspettiamo chiarimenti, poi se il Catania resterà in silenzio ce ne faremo una ragione. Come sempre.