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Il ciclone Cobolli si abbatte sul Roland Garros: quarti di finale e sogno Top 10
Vittoria autoritaria contro l'americano Svajda. Il campione romano non è solo dritto e velocità: il soccorso all'avversario a terra è l'immagine del torneo
Talento, cuore e un tennis ormai da élite mondiale. Flavio Cobolli prosegue la sua marcia trionfale al Roland Garros 2026, centrando i quarti di finale con un successo ricco di pathos contro lo statunitense Zachary Svajda.
Sul prestigioso Court Philippe-Chatrier, il 24enne romano si è imposto 6-2, 6-3, 6-7, 7-6, mostrando non solo una solidità tecnica di altissimo livello, ma anche una statura umana capace di far alzare in piedi il pubblico parigino.
La sfida è stata un alternarsi di dominio e intensità agonistica. Cobolli ha amministrato con autorevolezza i primi due set, poi ha dovuto misurarsi con il ritorno orgoglioso di Svajda.
L’americano, sceso in campo nel giorno in cui il padre Tom, scomparso lo scorso ottobre a causa di un cancro, avrebbe compiuto gli anni, ha trovato energie speciali: ha conquistato il terzo parziale al tie-break e trascinato il match al quarto.
Lì, punto su punto, l’azzurro ha mostrato nervi saldi, prevalendo in una vera maratona fino al tie-break decisivo vinto 7-6, che ha chiuso i conti.
C’è però un fotogramma destinato a restare negli archivi di questo Slam più di qualunque dritto vincente. Nel terzo game del primo set, su una perfetta controsmorzata di Cobolli in risposta a una palla corta, Svajda è scattato disperatamente per il recupero, impattando con violenza contro il seggiolone del giudice di sedia e cadendo rovinosamente a terra. Flavio non ha esitato: è corso ad aiutarlo a rialzarsi e gli ha persino offerto la propria borraccia per bagnare e pulire la ferita al gomito. Un gesto di autentico fair play, accolto da un lungo applauso del Roland Garros.
Con questo successo negli ottavi, Cobolli bussa con decisione alle porte della Top 10 mondiale. Reduce dal suo best ranking alla dodicesima posizione ATP, raggiunto il 4 maggio, il percorso fino ai quarti sulla terra rossa parigina ha il sapore della consacrazione.
L’eroe della vittoria italiana in Coppa Davis 2025 non ha dimostrato soltanto di avere colpi e talento da Top 10: ha rivelato, ancora una volta, la statura umana e il cuore dei grandissimi. E Parigi lo ha già incoronato.