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il personaggio

Pià, il gol è questione di famiglia: il 18enne in Nazionale nasceva quando papà Inacio correva in rossazzurro

Samuele Pià, classe 2008, è stato prelevato dal Borussia Dortmund dalle giovanili dell'Atalanta, dove è cresciuto. Ma è nato proprio mentre papà Inacio era a Catania

02 Giugno 2026, 09:44

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Pià, il gol è questione di famiglia: il 18enne in Nazionale nasceva quando papà Inacio correva in rossazzurro

Ci sono storie nel mondo del calcio che non seguono traiettorie logiche o scontate, ma si muovono sinuose lungo i fili invisibili del destino, del dna e della passione. Quella di João Batista Inácio, che tutti gli appassionati hanno imparato a conoscere semplicemente come Piá, e di suo figlio Samuele Inácio Piá, è una favola di gol, sogni e generazioni che si passano il testimone sul rettangolo verde. Si tratta di un legame viscerale e profondo che affonda le sue radici anche in quel passato rossazzurro che ha segnato le tappe di una famiglia nata calcisticamente in Brasile ma fiorita in Italia.

Era l’inizio del 2008 quando João Batista Inácio Piá arrivò alle pendici dell'Etna. Il Catania, guidato in panchina da Silvio Baldini e poi da Walter Zenga, cercava estro e imprevedibilità per blindare la permanenza in Serie A. Piá, che aveva già legato il suo nome alla rinascita del Napoli di De Laurentiis, arrivò in prestito per dare qualità all'attacco rossazzurro.

La sua esperienza in Sicilia fu breve, racchiusa in appena otto presenze ufficiali condizionate da un brutto infortunio che ne frenò l'impatto, ma l’intensità di quella piazza caldissima rimase impressa nella memoria familiare. Il destino, nel frattempo, stava per compiere la sua magia più grande proprio in quegli identici mesi: il 2 aprile 2008, mentre il papà lottava in rossazzurro, a Bergamo nasceva Samuele.

Crescere con un padre calciatore significa respirare l’odore dell'erba tagliata prima ancora di imparare a camminare. Samuele eredita dal papà la classe pura, lo scatto felino e quella fantasia tipicamente verdeoro, ma cresce con la mentalità e la disciplina del calcio europeo. Il palcoscenico principale della sua formazione è il settore giovanile dell'Atalanta, una delle migliori fucine di talenti del mondo. A Zingonia il ragazzo si impone come uno dei profili più cristallini della sua leva calcistica: seconda punta o trequartista, spacca le partite con giocate d'alta scuola. Il talento è troppo grande per restare confinato nei confini nazionali.

Nel 2024 arriva la svolta che cambia la geografia della famiglia Piá. Il Borussia Dortmund, club da sempre capofila nello scovare i campioni del futuro, mette gli occhi su Samuele e lo convince a trasferirsi in Germania. È un addio che lascia l'Atalanta ferita e furiosa, ma che spalanca al giovane talento le porte del calcio mondiale. In Germania la sua crescita è esponenziale: brilla in Youth League e scala rapidamente le gerarchie fino a esordire in prima squadra e a segnare il suo primo gol in Bundesliga sotto l'iconico “Muro Giallo” del Westfalenstadion. Un'emozione immensa per papà Inácio, che oggi ne cura gli interessi come procuratore e rivede nei movimenti del figlio quella stessa gioia di giocare che lo aveva portato dal Brasile all'Italia.


Oggi Samuele Inácio, dopo essere stato uno dei pilastri delle varie nazionali giovanili azzurre, è approdato in Nazionale maggiore insieme a Silvio Baldini che, probabilmente, lo farò esordire domani contro il Lussemburgo. «Ero a casa quando è uscita la convocazione e appena ho visto il mio nome è stato un momento incredibile, ha detto Inacio. Tra me e me ho pensato: “Ce l’ho fatta!” Perché comunque stiamo parlando della Nazionale maggiore. Venire qua con tanti ragazzi giovani, tutti giovani, per me è una bella cosa per l'Italia».

Dalla calda e passionale Catania rossazzurra dei primi mesi del 2008 ai palcoscenici dorati della Germania, la saga della famiglia Inácio continua a regalare magie. Papà Piá ha aperto la strada in Serie A, Samuele potrà scrivere il futuro a livello internazionale.