serie A
Da mister 90 milioni all'addio gratis: il flop di Vlahovic alla Juve
Una sola Coppa Italia in quattro anni e mezzo e l'ombra dei continui acciacchi. Chiedeva almeno 8 milioni l'anno, il club gliene offriva al massimo 6
La fumata bianca attesa non è mai arrivata. L’ultimo vertice andato in scena alla Continassa ha certificato la rottura totale e definitiva tra Dusan Vlahovic e la Juventus.
Il centravanti serbo non rinnoverà il contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e lascerà il club a fine accordo senza indennizzo, trasformandosi in uno dei profili più ambiti del mercato degli svincolati.
Si chiude così, dopo quattro stagioni e mezza tra luci e ombre, un percorso che non ha mai ripagato fino in fondo il maxi investimento da 90 milioni effettuato nel 2022. All’origine del divorzio pesa soprattutto una distanza economica ritenuta incolmabile. La dirigenza bianconera aveva presentato una proposta al ribasso rispetto ai 12 milioni netti percepiti nell’ultima annata: 6 milioni a stagione per i prossimi due anni. Un’offerta giudicata irricevibile dall’entourage del numero 9, disposto a restare a Torino solo di fronte a un ingaggio non inferiore agli 8 milioni netti annui, accompagnato da un sostanzioso bonus alla firma.
Le cifre, tuttavia, non bastano a spiegare la frattura. Sullo sfondo incidono le prestazioni altalenanti del giocatore. Pur potendo vantare 68 gol e 16 assist in 168 presenze e la rete decisiva che valse la Coppa Italia 2023/24 — l’unico trofeo sollevato — Vlahovic ha vissuto un’ultima stagione segnata da un grave infortunio e dal successivo intervento chirurgico.
Non sono mancate critiche pesanti anche da figure simbolo del club: David Trezeguet lo ha recentemente bocciato, sostenendo che il serbo “non è mai riuscito a confermarsi” e suggerendo che la Juve avrebbe fatto meglio a puntare su profili come Kolo Muani. A complicare il quadro, il mancato accesso alla Champions League, fattore che ha spinto entrambe le parti a voltare definitivamente pagina.
Ora tocca al mercato. Per colmare il vuoto lasciato dal serbo, il direttore sportivo bianconero Comolli avrebbe già individuato il profilo ideale proprio in Randal Kolo Muani, attaccante di proprietà del PSG reduce da un prestito al Tottenham.
Quanto al futuro di Vlahovic, prende corpo l’ipotesi Napoli: all’ombra del Vesuvio ritroverebbe Massimiliano Allegri, suo grande mentore e neo tecnico dei partenopei. Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto a regalare al nuovo allenatore il primo colpo di peso, sebbene restino vigili alcuni club stranieri, probabilmente gli unici in grado di soddisfare pienamente le esose richieste economiche del bomber serbo.