Calcio, Serie C
Un pomeriggio all’interno del cantiere Torre del grifo: così rinasce il centro sportivo del Catania
Tutti gli interventi sui campi e nelle strutture funzionali per il lavoro della prima squadra. Ecco il progetto illustrato dal presidente Pelligra
Oltre 1.500 giorni dopo la chiusura per il fallimento della storica matricola 11.700 rientrare a Torre del Grifo è un colpo al cuore. Per chi ha vissuto gli anni della Serie A è tutto un riaffiorare di ricordi e di personaggi che oggi sembrano lontanissimi. Dal Cholo Simeone che entrava in auto blindata e con i vetri oscurati (il 19 gennaio 2011) a Montella che costruiva una squadra che giocava a memoria come quella dei suoi predecessori. Fino - senza dimenticarlo - l’ultimo giorno con Francesco Baldini e i giocatori in lacrime, insieme con i tifosi, per l’addio dopo l’interruzione del campionato a quattro turni dalla fine per il fallimento del club.
Quattro anni e due mesi dopo, il presidente del Catania Fc, Ross Pelligra, ci ha aperto le porte per farci rendere conto dello stato dei lavori all’interno del sito dopo l’acquisizione da parte sua e dopo aver donato l’immobile al Catania Fc.
L’ingresso è stato sistemato, soprattutto sono state rimesse a nuovo le zone verdi. Quasi dappertutto. Proprio all’ingresso saranno impiantati i pannelli fotovoltaici per rendere tutto più sostenibile e il progetto dovrebbe essere messo in atto entro sei mesi.

Il campo in erba sintetica di fronte la piscina e quello più in alto, dotato di tribuna (che per tanto tempo ha ospitato le gare della Primavera, chi ha vissuto quel tempo ricorderà certamente) sono in fase di sistemazione. Si è partiti dalla base - perchè sono stati riscontrati da parte dei tecnici problemi in una parte del sottosuolo - per rendere i due impianti funzionali alle esigenze della prima squadra.
I due campi in erba naturale sono stati già sottoposti a semina da parte degli specialisti del settore agronomo dopo che l’area è stata riempita con 35 camion che hanno scaricato terra e gli operai l’hanno livellata.
Entro 20 giorni dovrebbero spuntare i primi ciuffetti d’erba e il manto sarà via via curato sperando che a metà luglio la prima squadra potrà allenarsi qui sostenendo una parte del ritiro. Forse la seconda se i tempi saranno maturi.
La “visita guidata” di Pelligra è proseguita con un fuoriprogramma pure nella zona spogliatoi. E qui, prima del nostro ingresso, il patron s’è anche rimboccato le maniche per aiutare gli operai a spostare alcuni ostacoli che sorgevano all’ingresso della zona perchè c’erano i lavori in corso, ma bisognava anche transitare in totale sicurezza per illustrare i progetti del Catania.
Gli spogliatoi sono stati ridisegnati, alcune zone già ripavimentate, altre sono soggette alla realizzazione di colori rosso e azzurro sui muri. Ricavato anche lo spazio per una palestra che possa essere funzionale al lavoro della prima squadra prima dell’allenamento o per gli infortunati durante la seduta di lavoro di chi, invece, andrà in campo.
Le priorità sono, per il momento, quelle che abbiamo visto. In una seconda fase sarà sistemato il centro polifunzionale con la palestra e le piscine, ancora in un secondo momento verrà sistemata anche la sede storica dalla quale si poteva osservare il lavoro della squadra sul campo principale.
Nel frattempo sarà rimessa a nuovo anche l’ala sottostante nella quale sorgevano la struttura ricettiva, la mensa, uno spazio in cui erano stati realizzati dei campetti a sette. Qualcosa verrà anche cambiata, così come in un secondo momento il Catania Fc e lo stesso Pelligra affronteranno il discorso legato a una possibile acquisizione di un terreno circostante per allargare l’area del centro sportivo che fu inaugurato il 18 aprile del 2011 (ufficialmente, ma Simeone - che abbiamo evocato - entrò per ad allenare la squadra qualche mese prima) e ha mantenuto un’area di 150mila metri quadrati.

Alcune zone verranno concesse in locazione o in gestione. Pensiamo alle palestre, alle piscine, alla Spa e alla zona ristoro. Sorgeranno negozi come prima all’interno della hall c’era per esempio il Catania Store. Qualcosa s’è mosso, qualcosa si muoverà. Ed è un segnale di speranza che potrebbe spingere l’attività del club verso un nuovo corso. Con i vecchi dirigenti che, speriamo, possano riemergere dopo gli errori recenti.