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"We're back". A New York è esplosa la febbre per l'Nba: Knicks subito 1-0, corsa ai biglietti per la finale, maxi schermi e vip
Un'attesa talmente grande che lo spettacolo ormai travalica il campo e la prestazione sportiva
"We're back". New York è esplosa la febbre per l'NBA e la temperatura cresce ulteriormente dopo che i Knicks hanno vinto gara-1 della finale con gli Spurs a San Antonio. Bandiere blu‑arancio su Fifth Avenue, Empire State Building illuminato a tema, bar e ristoranti che organizzano viewing party ed una corsa forsennata ai biglietti per assistere alle finals: sono infatti passati 27 anni dal 1999, ultimo anno in cui i Knicks sono stati capaci di raggiungere la finale, e ben 53 dalla conquista del titolo. Una attesa talmente grande che lo spettacolo ormai travalica il campo di basket e la prestazione sportiva.
Il Madison Square Garden, "the Mecca of basketball" per giocatori e tifosi, è al centro di questo universo: migliaia di supporter nel palazzetto, centinaia di personaggi famosi a bordo campo, sponsor pronti a tutto pur di sfruttare questo palcoscenico mediatico mondiale. Alcuni vip sono andati addirittura in trasferta al Frost Bank Center di San Antonio: Spike Lee, Tracy Morgan, Ben Stiller, John Turturro e Timothee Chalamet hanno assistito alla vittoria dei Knicks in Gara 1. In casa ce ne saranno molti altri: Pete Davidson, Emily Ratajkowski, Travis Scott, Zendaya, John McEnroe, Jessica Alba, Sarah Jessica Parker e Alicia Keys generalmente non fanno mancare la propria presenza.
Il motivo è anche personale. Ogni gara delle finals è trasmessa in oltre 200 Paesi, con audience che supera i 10 milioni. E la regia NBA prevede un'accortezza speciale: i vip vengono inquadrati con una telecamera dedicata ogni volta che interagiscono. I prezzi dei biglietti a NY sono schizzati alle stelle: il costo minimo per un posto si aggira in queste ore attorno ai 3.500 dollari, con picchi oltre i 40.000 per una "Suite Finals". L'amministrazione ha previsto una serie di maxi-schermi: a Times Square gli screen verranno dedicati alle Finals con audio amplificato, ma ci sono aree attrezzate anche al Bryant Park, all'Hudson Yards con eventi pre‑game con DJ, al Brooklyn Bridge Park di Manhattan e all'Union Square. La polizia teme che questo "caos" possa creare problemi di ordine pubblico ed ha predisposto misure speciali di sicurezza. Il Madison Square Garden è già blindato con controlli rafforzati e accessi scaglionati. I mezzi di trasporto sono stati potenziati con un aumento delle frequenze di metro e bus nelle ore pre e post‑gara.
Le finals a New York sono un toccasana anche per l'NBA. Negli ultimi anni le squadre finaliste hanno rappresentato piccole e medie realtà, la cosiddetta "Small‑town America". Denver Nuggets, Milwaukee Bucks, Cleveland Cavaliers, Toronto Raptors o gli stessi San Antonio Spurs hanno inevitabilmente minore appeal per il pubblico, e quindi per gli sponsor. New York, invece, la "grande mela", è una delle capitali culturali a livello mondiale ed una vetrina inarrivabile per giocatori, squadre, sponsor e vip.