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Golden Gala Pietro Mennea galattico: sui 100 lampo di Noah Lyles, ma Marcell Jacobs si difende (5°)
Grande edizione del più importante meeting che si disputa in Italia. Oltre 30.000 spettatori e tre successi azzurri con Diaz (triplo), Sioli (alto) e Fabbri (peso). La Battocletti debilitata chiude solo tredicesima
Noah Lyles e Marcell Jacobs l'uno accanto all'altro e il boato degli oltre 30.000 presenti oggi sugli spalti dello Stadio Olimpico per assistere ad una edizione galattica del Golden Gala Pietro Mennea, hanno regalato uno spettacolo. Ha vinto lo statunitense campione del mondo e olimpico in carica con 9"88, ma l'azzurro oro olimpico a Tokyo 2021 ha fatto capire che sta tornando chiudendo al 5° posto sotto i 10" (9"99) alla seconda uscita stagionale. Secondo il camerunese Eseme (9"94), terzo Letsile Tebogo (9"95) e l'altro statunitense Jordan Anthony (9"96).
"Sono molto contento - confessa alla fine Marcell Jacobs - diciamo che questo non era proprio l'obiettivo della giornata, perché sapevo di stare molto bene e, in realtà, pensavo anche di poter fare qualcosa di meglio. L'importante era sistemare i tanti errori che avevamo commesso a Savona e non ripeterli qui, e ci siamo riusciti. Non è stata una gara perfetta: mi sono sentito partire molto bene, ma poi c'è stata una fase in cui non sono riuscito a continuare ad accelerare. Ci ho messo un po' più tempo a trovare il mio ritmo. Però, che dire? Il 9"99 alla seconda gara mi dà tanta fiducia. Sono davvero contento, e farlo qui in casa lo rende ancora più speciale. La giornata ha sicuramente aiutato. Ne parlavo anche prima: serve sempre qualcosa che coinvolga il pubblico, ma forse anche noi atleti. La sfida con Lyles? Per noi è stato super divertente. Ci siamo scritti la settimana prima, insieme ai nostri manager, per organizzare tutto. Io ho dovuto persino farmi spedire le medaglie da Miami da mia moglie per poter realizzare il video. È stata una giornata diversa dal solito, ma ci ha dato una grande carica. Ha aggiunto qualcosa a tutto quello che ruota attorno ai 100 metri. A noi piace questo tipo di atmosfera e, la prossima volta, l'obiettivo sarà arrivare ancora più avanti. I Mondiali qui? Sarebbe sicuramente grandioso. Io spingerò il più possibile affinché, dopo Los Angeles, ci siano i Mondiali qui a Roma. Sarebbe qualcosa di unico, davvero speciale.Dove mi vedrete adesso? Non lo so ancora. Abbiamo diverse gare in programma, ma volevamo prima capire come sarebbero andate queste prime due uscite per definire meglio il calendario. Vi terrò aggiornati molto presto".

Festa all'Olimpico per Marcel Jacobs tornato a correre i 100 sotto i 10" (9"99)
E grande Italia in pedana con tre successi di spessore che sono arrivati dal peso con Leonardo Fabbri, nel triplo con Andy Diaz e nell'alto con Matteo Sioli. Per Leonardo Fabbri 4° successo in carriera in una tappa della Diamond League e per la seconda volta al Golden Gala, tornando a superare i 22 metri (22,14). Il fiorentino campione d'Europa ha preceduto due statunitensi Joe Kovacs (21,87) e il tre volte campione olimpico Ryan Crouser (21,50).

Leonardi Fabbri in trionfo nel peso
Andy Diaz da record: 3 successi nel triplo al Golden Gala
E sono invece tre i successi al Golden Gala del due volte campione del mondo indoor di salto triplo Andy Diaz, capace al debutto all'aperto di vincere con 17,58 battendo il giamaicano leader mondiale stagionale e argento mondiale indoor Jordan Scott (17,33) e il giovane connazionale Jaydon Hibbert (17,02). Diaz eguaglia così i tre successi italiani di Alessandro Lambruschini diventando anche l'unico triplista a vincere per tre volte il Golden Gala, oltre a firmare il primato europeo stagionale. "Sono sano, tranquillo, sereno - la parole di Andy Diaz - intanto la mia Roma ha risposto presente e ho pareggiato il record di vittorie al Golden Gala. Peccato per la misura, arriverà, Roma, ve lo assicuro. Grazie per il tifo, il calore e l'energia. Ho sentito tutto mentre ero in pedana e spero siate soddisfatti di quello che sono riuscito a fare. Ci vediamo alla prossima, con più voglia di saltare a migliorare e di prenderci tutto. La prossima fermata è Birmingham, Europei ad agosto, ma domani corro la staffetta allo Sprint Festival".
Nel salto in alto Matteo Sioli per una sera ha preso il posto di Gimbo Tamberi nel cuore degli appassionati dell'Olimpico vincendo la gara con la misura di 2,28 sbagliando di poco i 2,31.

Matteo Sioli non ha fatto rimpiangere Gimbo Tamberio vincendo l'alto con 2,28
DELUSIONE BATTOCLETTI. La gara più lunga del programma non tradisce le attese e regala un'altra miglior prestazione mondiale 2026, ma perde dopo 3 km l'atleta più attesa dagli oltre 30.000 presenti sugli spalti dello Stadio Olimpico, Nadia Battocletti che voleva regalare un'altra serata ai suoi tifosi. La trentina campionessa europea e bronzo mondiale sui 5.000 segue le primissime posizioni fino a metà gara poi inizia a perdere contatto dopo il 3° chilometro, non riuscendo a esprimersi al meglio della condizione dopo l'attacco influenzale patito nelle scorse settimane. Chiude tredicesima in 14'40"05 in una gara zeppa di record personali.

Nadia Battocletti in azione sui 5.000
"Fin dal primo metro ho faticato - confessa alla fine Nadia Battocletti - e sicuramente non ho avuto le sensazioni che mi aspettavo, le solite. Ho voluto comunque portare a termine la gara, nonostante stessi male, perché ero a Roma, davanti a tantissimo pubblico italiano, e per questo sentivo di doverla finire. Ho provato anche a fare il mio solito finale. Sono contenta perché oggi, purtroppo, la miglior Nadia che potevo mettere in pista era questa. Negli ultimi allenamenti le sensazioni erano buone, ma non esaltanti. Ci siamo detti di provare comunque a fare una bella gara, sapevo che il Golden Gala rappresentava un'opportunità. E oggi, in effetti, la considero un'opportunità perché mi ha dato una svegliata. Mi ha riportato con i piedi per terra dopo due anni di grandi successi, e penso che sia anche giusto così. Magari la prossima volta, quando arriverò al campo e non mi sentirò bene, saprò interpretare meglio certi segnali. Mi piace anche il fatto che sia uscita una Nadia più spontanea, umana, che mostra davvero le emozioni che prova in quel momento. A volte tendevo a trattenerle. Invece sto apprezzando questo aspetto, perché arriva molto al pubblico. Un'amica mi ha scritto dicendomi che vedermi correre è stato comunque un orgoglio per lei. Questa Nadia mi piace ancora di più. Penso che lo sport sia proprio questo: è fatto di prestazioni sorprendenti, sia positive sia negative".
Vince l'etiope Likina Amebaw, in 14'18"41, 15° crono all time e personali anche per le connazionali Aleshign Baweke (14'18"54), Freweyni Hailu (14'18"94) e Seneyet Getachew (14'22"37) e dietro le 7 etiopi al traguardo record nazionali per la bahrainita olimpionica dei 3000 siepi Winfred Yavi (14'30"06) e per la francese Sarah Medeleine (14'37"80).