Calcio a 5
«La Meta è la squadra da battere»
Cominciano i play off scudetto contro Treviso e il presidente Enrico Musumeci dà la carica: «Siamo i campioni in carica, il collettivo sarà la nostra arma»
La Covei Meta Catania Bricocity è pronta per i playoff scudetto: gara 1 mercoledì (ore 15) in casa della Came Treviso, gara 2 al PalaCatania venerdì 12 giugno (ore 18.30), eventuale bella sempre al PalaCatania sabato 13 giugno (ore 15).
Finalmente si gioca, iniziano i playoff. Presidente Enrico Musumeci, quanto può influire questo ritardo sulla condizione fisica della squadra?
«Il ritardo è stato di circa 25 giorni, creerà problemi. Tutto ciò che era stato programmato non verrà rispettato: dalle tempistiche per la preparazione alle modalità fino alle partite».
Il vostro avversario è cambiato ma le problematiche sono state più ampie.
«È stata ripescata una squadra, la Came Treviso, che aveva già finito la stagione. Per quanto riguarda il PalaCatania, avevamo comunicato delle date e siamo in difficoltà perché dobbiamo cercarne altre. Trattandosi di un palazzetto comunale ci sono degli impegni. E poi i voli: il nostro primo incontro a Treviso è stato organizzato all’ultimo minuto e la gara in Veneto sarà ad un orario scomodo, venerdì alle 15. Se dovessimo andare avanti, però, dalle semifinali in poi non sarà più così».
Come sta la Meta Catania?
«Questi 40 giorni sono stati sfruttati per lavorare, stanno tutti bene. È chiaro anche che siamo lontani da partite ufficiali, come tutti gli altri: si tratta di un punto interrogativo per capire come ripartiremo ma siamo fiduciosi».
Sensazioni e speranze: cosa pensa il presidente Musumeci?
«Sono ottimista perché conosco il valore dei ragazzi e dello staff. Ormai siamo una squadra rodata, sono sicuro che non sarà lasciato nulla al caso. Nella prima partita non sappiamo se ci aspetterà una grande battaglia o se troveremo una squadra che ha sofferto più di noi in questi 20-30 giorni. Loro si sono preparati senza sapere se sarebbero stati ripescati o meno. Avevano chiuso il campionato, si erano salutati, poi hanno ripreso gli allenamenti. Dall’altro lato, però, non hanno niente da perdere. Si erano salvati la settimana prima e adesso si ritrovano a lottare per lo scudetto».
Qual è la formazione che teme di più?
«I play off scudetto sono un campionato a sé. Parlare di squadre che temo è difficile da dire, ogni partita sarà dura. Ragionando sulle squadre più forti dico L84 Torino, Napoli, Eboli. Poi può esserci una sorpresa, Roma. Comunque vada a finire, quest’anno siamo stati la squadra più forte in Italia. Abbiamo vinto il campionato arrivando primi in classifica, abbiamo vinto la Coppa Italia e la Coppa Divisione nonostante gli impegni in Champions League e quattro giocatori in Nazionale. Sotto questo aspetto siamo la squadra da battere, lo abbiamo dimostrato. La nostra è stata una grande annata».
Il roster della Meta Catania è formidabile ma può esserci qualcuno in grado di fare la differenza?
«Abbiamo vinto tanto grazie alla forza di un gruppo. Sono grandi giocatori e grandi amici, in campo si rispettano l’uno con l’altro, sanno che ognuno di loro può essere determinante in qualunque momento. Ci sono state grandi giocate di Carmelo Musumeci, grandi gol di Podda e Turmena, grandi muri difensivi di Bocao, reti determinanti di Giovanni Pulvirenti, grandi prestazioni di Maurizio Silvestri, la tattica di Dian Luka in certi momenti della partita, Sacon utile sempre a ricoprire più ruoli. Anche i gemelli Musumeci, i miei figli, hanno dato una mano. È veramente difficile poter parlare di singoli».
Quanto sarà importante il tifo dei rossazzurri per le gare al Palacatania.
«Il primo anno abbiamo vinto da quarti, avevamo 1.500-1.800 tifosi fissi e con i play off ci siamo ritrovati con il palazzetto pienissimo. L’anno scorso, quando abbiamo vinto, c’erano cinquemila persone e altre mille fuori dall’impianto. Io lancio un appello: chiedo ai tifosi di essere presenti in massa, la squadra ha bisogno di loro ma, soprattutto, quello che facciamo è per i colori rossazzurri e per la città. Il fattore passione, amore per la città e attaccamento alla maglia è molto importante. Mi aspetto il tifo delle grandi occasioni. Siamo famosi in Italia per semifinali e finali con il palazzetto pieno».