il terremoto
"Anno Zero" Juventus, cacciato Comolli: come cambia il mercato senza i suoi algoritmi
Via il dirigente francese, trema anche il ds Modesto. La società riparte dalla saggezza italiana: asse di ferro Spalletti-Chiellini, in arrivo Carnevali dal Sassuolo per riportare peso politico
L’esperienza di Damien Comolli alla Juventus è già consegnata agli archivi. Dopo appena dodici mesi, il dirigente francese lascia Torino, pagando la combinazione letale di mancata qualificazione alla Champions League, investimenti di mercato fallimentari (emblematici i 40 milioni destinati al deludente Openda) e una convivenza ormai deteriorata con l’allenatore Luciano Spalletti.
Con la rottura sancita, alla Continassa la domanda è una: e adesso? La società bianconera deve ridisegnare l’intera programmazione a giugno inoltrato, senza margini per ulteriori indugi.
L’addio di Comolli certifica il trionfo pieno di Luciano Spalletti, che diventa l’asse intorno a cui ruoterà il disegno tecnico voluto da John Elkann. L’impostazione fondata su dati e algoritmi cede il passo alle esigenze del campo: le richieste del tecnico—talora disattese, come quella di una prima punta di fisicità a gennaio—diventeranno la stella polare del club. Accanto a lui, acquista progressivamente centralità Giorgio Chiellini. L’ex capitano, nel ruolo di Director of Football Strategy, ha il compito di guidare la transizione sportiva. Rimane invece fortemente in discussione la posizione del direttore tecnico Modesto, considerato il braccio operativo del dirigente francese appena esonerato.
La Juventus non può permettersi vuoti di comando nella fase più calda dell’anno. Per raccogliere l’eredità di Comolli, il club ha già definito l’intesa con Giovanni Carnevali, oggi Amministratore Delegato del Sassuolo. È un cambio di rotta netto: se a Comolli è stata imputata la scarsa proiezione internazionale, Carnevali riporterebbe a Torino una profonda conoscenza del sistema calcistico italiano e, soprattutto, quel “peso politico” nei palazzi che è mancato nell’ultimo anno.
Per affiancare Chiellini nell’area sportiva e soddisfare le indicazioni di Spalletti, prende corpo anche il ritorno in società di Matteo Tognozzi, in lizza per il ruolo di direttore sportivo o responsabile scouting.
Mercato, priorità e sacrifici: la lista della spesa. Il cambio di governance accelera le manovre di calciomercato, necessarie per rimediare alle macerie della gestione precedente. Sen za i proventi della Champions League, la Vecchia Signora dovrà autofinanziarsi, con il possibile sacrificio di pedine di valore come Bremer, Cambiaso o Thuram. Le esigenze in entrata però sono definite. Per rimpiazzare Dusan Vlahovic, partito a parametro zero, la dirigenza sta stringendo per Alexander Sorloth dell’Atletico Madrid, tenendo al contempo viva la pista Randal Kolo Muani del PSG. Tra i pali, sfumato l’obiettivo Alisson, il “Piano B” è avanzato: esiste già un principio di accordo con Emiliano “Dibu” Martinez dell’Aston Villa. In difesa piacciono Lucumí, Kim e Muharemovic. Il tempo corre: la nuova Juventus deve prendere forma in fretta.