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Calcio

Morgana: «Stagione di grandi progressi. Rispetto e non violenza restano le priorità»

Nostra intervista al presidente della Lnd Sicilia alla fine dell'annata agonistica. Attenzione alle condizioni degli impianti e all'attività del vivaio

15 Giugno 2026, 06:11

06:20

Morgana: «Stagione di grandi progressi. Rispetto e non violenza restano le priorità»

Il presidente Lnd Sicilia con Abete a Caltanissetta durante la festa del calcio siciliano

Un anno agonistico tra successi, promozioni di tante realtà importanti, i problemi legati alla violenza, alle condizioni delle strutture. E, ancora, gli aggiornamenti per dirigenti, tecnici, calciatori, la cura del vivaio non solo attraverso le selezioni che partecipano al Trofeo delle Regioni. Il presidente della Lnd Sicilia, Sandro Morgana, ha tracciato un bilancio con vista sulla prossima stagione.

Presidente nonostante progressi e belle pagine di sport il problema della violenza negli stadi rimane.

«Quest’anno le aggressioni sono diminuite sensibilmente, grosso modo 14-16 e senza gravissime conseguenze. Ed è un risultato che va ascritto all’impegno generale del comitato, delle delegazioni provinciali che seguono l’idea di far intervenire i nuclei di valutazione che servono anche a un’azione di prevenzione attraverso incontri con i club, i capitani delle squadre. Tutto questo per stimolare un dialogo sullo sport e sulla correttezza. Poi gli arbitri sbagliano come tutti noi nella vita e nello sport. Ma se ogni sbaglio va punito con un pugno non ci siamo più».

La prevenzione continuerà.

«Certa gente dà sfogo alle emozioni represse accumulate in assetti sociali complicati. Sta a noi tenere a freno le formule di emulazione che circolano anche sui social».

Le risse tra calciatori macchiano persino i campionati giovanili.

«Bisogna dare esempi corretti attraverso i comportamenti in famiglia e nello sport. Nelle rappresentative vanno giovani con meriti tecnici e comportamentali. Scartiamo i violenti anche a costo di non vincere. Ho l’obiettivo di educare al rispetto dell’avversario, poi offrire attraverso il Torneo delle Regioni una vetrina nazionale per coltivare un sogno. Il risultato passa in secondo piano rispetto all’educazione».

Gli incontri di formazione con i club sono produttivi?

«Il sistema si evolve in modo molto rapido e sotto il profilo di meccanizzazione dei servizi. Regolamento, codice di giustizia sportiva, Enoif, metodi di affiliazioni, fusioni, trasferimento titoli… la nostra è una formazione costante pure in collaborazione con l’università di Palermo».

State lavorando per una grande stagione di beach soccer.

«Dal 2004 cresce uno sport che ha scenari naturali per sviluppare l’attività. Non a caso i club isolani hanno partecipato e vinto, amo ricordare i successi di Giuseppe Bosco e del Catania BS e non bisogna dimenticare cos’ha creato a livello nazionale. Quest’anno ospitiamo le finali scudetto a Scoglitti; un impegno importante insieme al dipartimento e a Fabio Nicosia dirigente di grandi qualità. Sarà una grande finale a Scoglitti per valorizzare territorio e sport».

Dialogo costante anche nel calcio a 5 al di là dei successi straordinari della Meta Catania.

«La Sicilia è la prima regione d’Italia per tesserati e attività, frutto di un grande lavoro. Abbiamo vinto al torneo delle regioni, c’è una scuola che cresce e la Sicilia è un’eccellenza. Abbiamo vinto come rappresentativa siciliana il trofeo Piras in Sardegna. Quest’anno chiuderemo la C1 con due gironi a 28 squadre, 4 gironi di C2, 140 squadre in D».

Gli impianti: ne apre uno a Motta, ma tanti sono inadeguati.

«Nel 2009 erano 19 impianti in erba naturale, oggi oltre 180. Abbiamo problemi e non lo nego. Riguardano soprattutto le grandi città come Catania, Messina e Palermo che soffrono per le attività di base».

Soluzioni veloci?

«Affidare in convenzione le strutture, con canoni non eccessivi, ai club per essere curate».

C’è una scadenza nel 2028.

«Vorrei far disputare in Sicilia il Trofeo delle Regioni di futsal».

I numeri in Sicilia? Importanti.

«Abbiamo 55mila tesserati, 800 club, si disputano 25mila gare l’anno. Non si possonopretendere solo applausi. Accettiamo critiche costruttive, non insulti e minacce».

A Caltanissetta s’è chiusa la stagione con una pioggia i premi.

«Ho visto entusiasmo, voglia di continuare a migliorare, è stato un confronto emozionante e che fa da stimolo a migliorare in tutte le categorie giovanili e senior»

Truffatori e illusionisti: il calcio è pieno di queste figure.

«L’analisi del ct Silvio Baldini che è stata giusta, deve servire a comprendere tutto il problema, individuare il male ed eliminarlo. Ad alti livelli c’è poco spazio per i calciatori di casa nostra e il problema riguarda tutti: società, tecnici, procuratori. Invertiamo le tendenze e diamo incentivi a chi valorizza i giovani. Se pensiamo che con le dimissioni di Gravina abbiamo risolto i problemi… Bisogna lavorare molto per risolvere le pecche. Per esempio non si può disputare la Serie D e finire la stagione senza pagare. Nel calcio dilettantistico i controlli di bilancio non li possiamo fare. Sta alla coscienza dei dirigenti, soprattutto. Stabiliscano un budget o è meglio fermarsi senza illudere».