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serie A

Il Diavolo cambia pelle: chi è Rúben Amorim e come trasformerà il Milan

Dopo la tabula rasa di RedBird e l'addio ad Allegri, i rossoneri si affidano al 41enne portoghese. Sul tavolo un 3-4-2-1 che rivoluzionerà squadra e mercato

15 Giugno 2026, 16:10

Il Diavolo cambia pelle: chi è Rúben Amorim e come trasformerà il Milan

Il progetto di rifondazione del Milan non si limita a un avvicendamento in panchina, ma segna una cesura netta con il recente passato. 25 maggio 2026, all’indomani di un tracollo in campionato bollato da RedBird come un “fallimento inequivocabile”, il club ha azzerato l’area sportiva, separandosi dall’amministratore delegato Giorgio Furlani, dal direttore sportivo Igli Tare, dal direttore tecnico Geoffrey Moncada e dall’allenatore Massimiliano Allegri.

Per ripartire, i rossoneri hanno scelto di non affidarsi a traghettatori o profili rassicuranti: superata la concorrenza di nomi come Oliver Glasner e Ralf Rangnick, la società ha puntato su un’identità forte e immediata, quella di Rúben Amorim.

Tecnico portoghese di 41 anni, Amorim è un allenatore che ha sempre preferito “le idee complesse alle soluzioni comode”. Il Milan ha deciso di investire su di lui, convinto dalle sue qualità di “allenatore di sistema”, capace di esaltare strutture e interpreti a disposizione. Alla guida dello Sporting CP ha costruito un capolavoro: ha riportato il titolo nazionale a Lisbona dopo 19 anni di digiuno, vincendo due Primeira Liga, e ha fatto registrare dal marzo 2020 una clamorosa percentuale di successi del 77%.

L’apice europeo del ciclo portoghese è arrivato nell’autunno 2024, quando in Champions League ha travolto il Manchester City di Pep Guardiola con un eloquente 4-1.

A Milano, però, arriva anche un tecnico reduce da un inciampo professionale. Ingaggiato dal Manchester United nel novembre 2024 come uno dei migliori giovani d’Europa, è stato esonerato il 5 gennaio 2026, lasciando la squadra al sesto posto in Premier League dopo 14 mesi turbolenti e 19 sconfitte.

A Milanello questo passaggio è stato interpretato come una “parentesi istruttiva”, privilegiando la lettura del lavoro straordinario svolto in Portogallo. La convinzione di RedBird è stata tale da persuaderlo ad accettare l’incarico, distogliendolo da quello che fino a pochi giorni prima pareva un probabile anno sabbatico.

Il contratto, pensato per favorirne il rilancio, prevede un accordo fino al 30 giugno 2028 (con opzione per un’ulteriore stagione) a circa 3,5 milioni di euro netti l’anno più bonus.

Scegliere Amorim significa adottarne l’idea di calcio, chiara e riconoscibile. Vedremo un Milan organizzato senza palla, feroce nelle transizioni e “modernissimo nella gestione degli spazi”. Il marchio di fabbrica è il 3-4-3, declinato in un 3-4-2-1 estremamente elastico. Il suo arrivo detterà inevitabilmente l’agenda del mercato estivo. I rossoneri non potranno limitarsi ad adattare lo schema: servirà modellare l’organico sui principi del tecnico.

Occorreranno tre centrali con capacità e coraggio di difendere in avanti. E sulle fasce sarà cruciale l’acquisto o l’adattamento di “esterni di gamba” a tutta fascia, indispensabili per ampiezza ed equilibrio del sistema. Davanti è prevista una sola punta centrale, supportata da una coppia di rifinitori abili a capitalizzare le transizioni e a creare gioco tra le linee.

Se il Milan assimilerà in fretta i complessi automatismi collettivi richiesti dal portoghese, potrà tornare a essere quella squadra matura e aggressiva che Amorim ha già saputo plasmare in carriera.