POLEMICA
Un gesto di troppo? Bufera sull'arbitro al Var di Germania-Curaçao
Chiesti chiarimenti all'australiano Evans per l'OK rovesciato prima del match tra tedeschi e nazionale caraibica
La Fifa avrebbe avviato un’indagine su un gesto compiuto dall’arbitro al Var Shaun Evans, immortalato poco prima del 7-1 tra Germania e Curaçao ai Mondiali di calcio. In una breve ripresa dalla sala Var di Dallas, Evans posa per un istante con i colleghi: è in piedi, con il braccio lungo il fianco, mentre le dita della mano destra formano il segno dell’«OK» capovolto. Un simbolo che può risultare innocuo — è molto simile a quello del «gioco del cerchio», reso popolare dalla sitcom americana «Malcolm in the Middle» — ma che è stato anche associato alla supremazia bianca. Dal 2017, infatti, alcuni gruppi dell’estrema destra lo utilizzano per riconoscersi e alludere al «white power» Nel 2019 la Anti-Defamation League (Adl), organizzazione internazionale con sede a New York fondata nel 1913 per contrastare l’antisemitismo, ha inserito il gesto nella sua lista di simboli d’odio. Secondo l’Adl, l’«OK» capovolto è diventato online una “«tattica di provocazione» da parte di «individui di destra, che spesso pubblicano sui social foto di se stessi mentre fanno il gesto». Dopo l’episodio contestato, l’impostazione del pre-partita è stata modificata nelle tre gare successive: quando è stata mostrata la sala Var, gli ufficiali erano già rivolti verso i monitor e nessuno ha più guardato in camera. Evans, 38 anni, è nell’elenco degli arbitri Fifa dal 2017. Var di comprovata esperienza, è stato designato anche per i Mondiali del 2022 in Qatar. In Australia dirige nella A-League dal 2012 e ha arbitrato la finale del campionato nel 2019.