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il supercampione

Messi infinito: tripletta all'Algeria e raggiunge Klose, lacrime e la storia riscritta in una notte

A 20 anni dal suo debutto iridato, il capitano incanta Kansas City. Gli africani si piegano a un fuoriclasse senza tempo che allontana i fantasmi degli infortuni

17 Giugno 2026, 07:06

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Messi Infinito: tripletta all'Algeria, lacrime e la storia riscritta in una notte

A Kansas City il calcio non si è limitato ad aggiornare i propri annali: li ha riscritti, con la lucidità e la ferocia tecnica riservate ai predestinati.

Nella notte Lionel Messi ha inaugurato il cammino iridato dell’Argentina campione in carica con una prova monumentale: una tripletta che ha steso l’Algeria 3-0.

Non una semplice gara, ma un crocevia di primati e cifre impressionanti. Esattamente vent’anni dopo il primo gol mondiale contro la Serbia e Montenegro nel 2006, un Messi ormai prossimo ai 39 anni ha mostrato una grandezza refrattaria allo scorrere del tempo. Con l’ingresso in campo, il fuoriclasse rosarino ha toccato la presenza numero 60 ai Mondiali (un primato assoluto) e la duecentesima partita con la nazionale maggiore.

Poi i tre sigilli, al 14’, al 60’ e al 76’, con cui la “Pulce” ha raggiunto quota 16 reti nelle fasi finali, eguagliando il leggendario record all-time di Miroslav Klose.

Come se non bastasse, si è affiancato a Cristiano Ronaldo nel ristrettissimo club dei calciatori capaci di andare a segno in cinque edizioni diverse della Coppa del Mondo.

Valida per il Gruppo J, la sfida con l’Algeria si era aperta con il tentativo africano di sovvertire i pronostici: il VAR ha però annullato per fuorigioco il momentaneo vantaggio di Fares Chaibi.

Scampato il pericolo, l’undici di Lionel Scaloni ha preso in mano la partita, imponendo un dominio netto, orchestrato dall’intelligenza tattica dell’inesauribile Rodrigo De Paul e finalizzato da un Messi in stato di grazia.

I dubbi sulle recenti noie muscolari del capitano argentino sono evaporati in pochi minuti: gestione dei ritmi perfetta, letture impeccabili e una standing ovation fragorosa dai quasi settantamila presenti al momento della sostituzione.

Mentre l’Algeria di Petkovic torna a casa con l’urgenza di rivedere la fase difensiva per non compromettere le chance di qualificazione in questo Mondiale a 48 squadre, l’Argentina invia un messaggio inequivocabile alle rivali: nessun appagamento dopo il trionfo in Qatar 2022. La Selección appare matura, autorevole e, con un Messi così, pienamente attrezzata per difendere il titolo.