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La finale di basket

Blackout Olimpia nella bolgia di Mestre: Venezia domina e firma il 2-1

Il sistema di Peppe Poeta va in tilt nel secondo tempo. La fisicità e il coraggio della Reyer ribaltano l'inerzia della finale dopo i due crolli del Forum

17 Giugno 2026, 07:42

07:50

Blackout Olimpia nella bolgia di Mestre: Venezia domina e firma il 2-1

Il tricolore dovrà attendere. Quando tutto sembrava indirizzato verso una conclusione rapida, la Reyer Venezia ha rialzato la testa e riaperto con autorità la finale scudetto contro l’EA7 Emporio Armani Olimpia Milano.

Il 109-97 di Gara 3 non è soltanto un punteggio da Nba: è il segnale fragoroso della ritrovata vitalità di un gruppo che, con le spalle al muro, si è riscoperto corale, profondo e letale.

L’Olimpia resta avanti 2-1 nella serie, ma il match point è sfumato insieme a molte delle certezze difensive mostrate nelle prime due uscite al Forum.

Il paradosso meneghino è presto detto: come si può perdere nettamente in trasferta pur segnando 97 punti? La risposta sta in una difesa quasi evaporata. Venezia ha alzato il livello di fisicità e agonismo, dominando i “possessi sporchi”: rimbalzi offensivi e seconde opportunità sono diventati il carburante che ha fatto saltare il banco.

A spingere gli orogranata, un Palasport Taliercio rovente, ancora una volta inespugnabile: nei playoff il bilancio interno è ora di 6 vittorie e 0 sconfitte.

La gara è rimasta in equilibrio per 20 minuti, chiusi sul 50-50. Milano si è aggrappata all’affidabilità di Shavon Shields (19 punti), illuminata dai lampi di Armoni Brooks (22) e Leandro Bolmaro (20).

Ma il rientro dagli spogliatoi ha cambiato la trama: nel terzo periodo la Reyer ha piazzato un parziale travolgente, scappando dal 50 pari fino all’86-69 della sirena del 30’. I lombardi hanno smarrito protezione del ferro e lucidità nelle rotazioni; i lagunari, al contrario, hanno trovato canestri agevoli, letture rapide e una fiducia dilagante.

I problemi di falli di Josh Nebo (8 punti) e la serata opaca di Zach LeDay (12) hanno spalancato l’area ai lunghi veneziani: Amedeo Tessitori e Chris Horton (15 a testa), sostenuti da Kyle Wiltjer (14) e da un eccellente Jordan Parks (miglior marcatore con 22), hanno scardinato la vernice milanese.

Il merito principale della Reyer è stato quello di rispondere da collettivo vero: ben sei giocatori in doppia cifra, con gli aggiustamenti offensivi impreziositi dai 18 punti di RJ Cole e dai 15 di Ky Bowman.

Dall’altra parte, l’Olimpia di coach Peppe Poeta, che nelle prime due sfide aveva esaltato la forza del proprio sistema, ha visto il meccanismo sfilacciarsi: tanti punti segnati, ma mai il controllo reale del match, complice una preoccupante discontinuità difensiva.

Verso Gara 4 la pressione potrebbe cambiare lato. Dopo aver dominato Gara 1 (100-80) e Gara 2 (92-79), i meneghini si erano presentati a Mestre per quello che appariva come un “prolungamento burocratico”. Hanno invece trovato un avversario capace di strapparli dalla comfort zone. L’Olimpia resta la favorita, forte del roster e del vantaggio nella serie, ma l’inerzia emotiva si è inevitabilmente spostata.

Gara 4, in programma giovedì 18 giugno 2026 alle 20:00, promette scintille: Milano avrà un nuovo match point, ma adesso sa che il Taliercio è una trappola mortale e che Venezia farà di tutto per forzare la “bella” al Forum.

La caccia allo scudetto è appena ripartita.